Bruschi avvisa l’Argentana «Serve la giusta tensione»
ARGENTA. Black out Argentana. Dopo la sconfitta casalinga di domenica per 0-3 contro il Faenza, è rimasto un importante interrogativo a cui dare una risposta: è stata solamente una temporanea...
ARGENTA. Black out Argentana. Dopo la sconfitta casalinga di domenica per 0-3 contro il Faenza, è rimasto un importante interrogativo a cui dare una risposta: è stata solamente una temporanea mancanza di corrente o si è rotto qualcosa nel quadro? All'allenatore Daniele Simeoni spetterà il compito di capire cosa è veramente successo domenica pomeriggio. Tutti gli indizi portano alla prima opzione, così come ha confermato lo stesso Simeoni al termine dei novanta minuti. I granata hanno vissuto una giornata no, quella su cui apporre la classica pietra e voltare pagina. Contro i romagnoli dell'ex Negrini, autore, tra l'altro, della seconda rete ad inizio secondo tempo, è un'impresa trovare qualche elemento da salvare. Non ha funzionato nulla, sotto tutti i punti di vista, approccio e organizzazione tattica in primis. Inutile scendere nei particolari, perché l'Argentana vista domenica non è nemmeno una lontana parente di quella ammirata negli ultimi tempi.
Un passo falso che, sempre seguendo questa corrente di pensiero, potrebbe anche essere fisiologico, dopo un inizio di stagione pessimo e una successiva rimonta in cui sono state impiegate un gran numero di energie mentali e fisiche. D'altro canto, però, bisogno pur considerare la seconda opzione, quella sicuramente più preoccupante. Il consueto 4-2-3-1 messo in campo da mister Simeoni non ha funzionato, con la linea mediana granata che ha lasciato troppo spesso la propria retroguardia in balia dell'attacco faentino, puntualmente in situazioni di parimumero o, addirittura, di sovrannumero. Anche le distanze tra i reparti non sono state accettabili, con poca dedizione al sacrificio. Il pericolo più grande, in questo senso, è quello di una ricaduta. Nell'ambiente, infatti, nessuno ha dimenticato i primi difficilissimi mesi, motivo per cui qualche preoccupazione può sorgere. Il presidente Eugenio Bruschi non ha nascosto tutta la sua delusione al termine del match, ritenendo comunque la sconfitta un incidente di percorso: «Dopo cinque risultati utili, perdere una partita ci può stare, ma non esiste farlo in questi termini e modi. Senza tanti giri di parole, il Faenza ci ha massacrato. Non credo ci sia stato un appagamento da parte dei miei ragazzi, quanto, piuttosto, un rilassamento; spero almeno sia utile per ritornare con i piedi per terra. Ora è inutile creare allarmismi senza senso, ma ai ragazzi ho detto che il primo dicembre si apre la finestra di mercato invernale, per cui devono mantenere la giusta tensione».
Daniele Carnaroli
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