Capitan Ferri e Casadei «Al servizio della squadra»
FERRARA. Coach Adriano Furlani ieri ha elogiato il proprio condottiero, Michele Ferri. «Contro Recanati grande gara di cuore, temperamento ed intensità - dice il capitano biancazzurro -, abbiamo però...
FERRARA. Coach Adriano Furlani ieri ha elogiato il proprio condottiero, Michele Ferri.
«Contro Recanati grande gara di cuore, temperamento ed intensità - dice il capitano biancazzurro -, abbiamo però commesso molti errori, soffrendo moltissimo. Il mio canestro che ha riaperto il match? Ci ho provato, non volevo morire con il pallone in mano, ho cercato di fare il miglior tiro possibile, con la strada aperta ho visto abbastanza bene il canestro: è andata bene, canestro che ha ridato energia. Devo spendere belle parole per tutti, alla chiusura di una settimana non facile, per Benfatto soprattutto, che, sono sincero, non so come abbia potuto giocare. Molte volte è stato criticato, ma lui ci mette il cuore sempre. Altri al posto suo non avrebbero giocato, l’ho visto piangere mentre faceva delle punture al dito, anche perché voleva esserci, come gli altri. Tuttavia, tutto questo non basta, bisogna continuare a lavorare per migliorare. A livello personale non è facile ogni anno dover ricominciare a dimostrare tutto, anche se fa parte del mio lavoro: cerco di fare quello che il coach mi chiede, siamo molto più offensivi dell’anno passato, assieme a Casadei mi metto al servizio dei miei compagni. Tutti uniti, aspettando il momento giusto».
È stato criticato, ma lui, Daniele Casadei, non si è mai scomposto: «Matera ci ha insegnato che bisogna crederci fino alla fine - le parole dell’ala della Mobyt -, non è la prima volta che ci sentiamo in questa situazione. Contro Imola pareva disperata, eppure l’abbiamo recuperata, come contro Recanati, quando negli ultimi 3 minuti abbiamo messo giù la faccia da battaglia, trovando, anche grazie alla leadership di Hasbrouck, la maniera di portarla a casa. Se la squadra gira e riusciamo a giocare in maniera corale, allora possiamo davvero fare paura, anche perché il talento non ci manca. Abbiamo gente che sa fare canestro, purtroppo non riusciamo a mettere assieme aspetti differenti per 40’ o per più gare consecutive. La speranza è che a questo punto ci si arrivi, è vero che, quando riusciamo ad avere da tutti qualcosa, anche in momenti diversi della gara, riusciamo a giocare bene e vincere».
Poi, l’aspetto personale: «Sono convinto di poter fare di più, ma in questo momento credo di stare facendo il massimo per quello che è il bene della mia squadra. Adesso non c’è bisogno che mi prenda dieci iniziative in una partita, c’è bisogno che provi a guidare alcuni giocatori, che provi ad aiutarne altri, che mi tolga io qualcosa per fare in modo che la squadra giri meglio. Ferri, da questo punto di vista, sta facendo davvero un grande lavoro: non siamo i terminali principali, ma non per questo ci mettiamo meno impegno».(l.m.)
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