«La Tramec sarà competitiva quando crescerà il collettivo»
CENTO. In biancorosso ne ha viste tante, vissute di cotte e di crude; da giocatore prima, da vice allenatore ora. Cento è ormai la sua seconda casa, Corrado Moffa prova di analizzare l’attuale...
CENTO. In biancorosso ne ha viste tante, vissute di cotte e di crude; da giocatore prima, da vice allenatore ora. Cento è ormai la sua seconda casa, Corrado Moffa prova di analizzare l’attuale momento della Tramec, le prime critiche mosse alla squadra dopo il secondo ko casalingo della stagione. Senza scordare, però, che la squadra è pur sempre seconda in classifica ex aequo e che a volte i toni andrebbero anche smorzati. Un malessere c’è, lo si combatte tutti assieme. Il paziente è convalescente, ma ha tutto per guarire.
«Non parliamo di singoli giocatori, sarebbe troppo facile e riduttivo - attacca Moffa -, questa è una squadra che ancora si sta conoscendo, quasi completamente nuova e alla ricerca di un’identità. Manca ancora la quadratura del cerchio. Non è normale giocare 25’ meravigliosi per poi sciogliersi alle prime difficoltà. Certe mancanze possono permetterti di vincere a Trieste e contro squadre comunque inferiori, ma non contro Montichiari od Orzinuovi. Lascerei stare la sconfitta con la Fortitudo, quella è una partita che fa storia a sè, non l’abbiamo praticamente giocata. Appena trovi un avversario del tuo livello, se non hai una leadership caratteriale ben definita, allora fai fatica. Il problema attuale è questo: siamo ancora indietro come squadra. Oggi qualcuno è più quadrato di noi proprio perché ha già raggiunto una sua identità caratteriale».
La chiave per uscirne? Moffa ha la sua idea: : «Fosse un problema legato all’attacco o alla difesa non si spiegherebbero 25 ottimi minuti e 15’ disastrosi nell’arco della stessa partita. Non siamo continui, manchiamo nella fase più calda della partita: dobbiamo ancora lavorare tutti assieme, siamo una squadra nuova, con nuove idee, un nuovo gioco e una nuova mentalità. Non è più il singolo che fa la differenza, è il collettivo. Quando commettiamo degli errori in difesa ci sleghiamo completamente e giochiamo male anche in attacco. È successo anche sabato scorso, abbiamo difeso male subendo i canestri decisivi da Bedetti e Broglia, in attacco ci siamo disuniti ulteriormente andando peggio. Stiamo andando al contrario, solo quando le cose funzionano in attacco difendiamo bene, non dev’essere così. Il collettivo deve crescere».
Concetti astratti che devono materializzarsi per arrivare in fretta al livello delle più forti. L’occasione per reagire arriva domenica a Lugo, dove la Tramec si troverà di fronte una delle rivelazioni d’inizio stagione. Venerdì sarà aperta al palasport centese la prevendita dei biglietti per chi vorrà seguirà la squadra domenica in Romagna.
Simone Gagliardi
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