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Spal troppo irregolare E senza gol non vince più

di Paolo Negri
Spal troppo irregolare E senza gol non vince più

Dopo la fase con 6 risultati utili di fila, infilata una sequenza di 3 ko in 5 partite In casa è crisi nera: le ultime reti e l’ultimo successo risalgono al 28 settembre

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FERRARA. Due sconfitte. Sei risultati utili di fila. Poi le montagne russe: sconfitta, vittoria, sconfitta, vittoria, pareggio, sconfitta, sconfitta. Un’altalenanza di risultati con tendenza al basso, al trend negativo: nelle ultime gare è così.

L’andamento della Spal è questo. Irregolare. Troppo irregolare per mantenere una posizione d’alta classifica che aveva fatto nascere speranze e sogni. Aspettative esagerate, forse, alla luce dei fatti. Parliamo di una squadra globalmente modesta, e dal fondo di gioco alquanto miserello, ma che in un campionato di livello altamente mediocre avrebbe potuto dire la sua per un piazzamento in chiave play off. Oddio, può ancora riuscirci, vista l’incostanza che caratterizza quasi tutte le squadre. Ora però il gruppone accenna a sgranarsi, e perdere punti inizia a diventare pesante.

L’errore, nell’analizzare l’andamento spallino, sta però nel focalizzare l’attenzione sulla classifica: quella è solo una conseguenza di tutto ciò che non quadra. La Spal sta zoppicando (4 punti nelle ultime 5 gare) e soprattutto in casa può essere considerata in crisi nera: 2 punti e 0 gol nelle ultime gare interne con Teramo (0-0), L’Aquila (0-3), Ancona (0-0) e Pisa (0-1). Il bilancio di 2 punti su 12 nei citati match al “Paolo Mazza” è eloquente, come le 0 reti realizzate. La Spal a Ferrara non segna e non vince da due mesi: 2-0 alla Lucchese il 28 settembre. Fare peggio sarebbe stato difficile. Ma il dato statistico non è illogico a fronte delle difficoltà di gioco, che risaltano soprattutto in occasione dei confronti casalinghi. Certo con qualche distinguo, visto che con il Pisa la sconfitta è parsa davvero immeritata, ma la sostanza non muta.

Le conseguenze non sono e non saranno tanto, o solo, di classifica, appunto. Vanno valutati altri aspetti. Di seguito, economici, di possibilità e volontà da parte della società di intervenire sul mercato. Meno pubblico, minor coinvolgimento, incassi più ridotti, riflessioni della proprietà che difficilmente opererà scelte tecniche di impatto per il budget: a che pro appesantire il bilancio se ad attenta analisi non si vedono possibilità di invertire significativamente la tendenza? O si compie una radicale scelta di prospettiva, oppure tanto vale portare a compimento una stagione senza squilli ma anche senza assilli, garantendo una tranquilla permanenza in categoria e dandosi modo e tempo per pianificare il futuro.

Certo sarebbe bastato, e basterebbe, non molto per sfruttare i varchi di un campionato atipico, definiamolo così.

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