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Magnavacca Una rifondazione di successo

Magnavacca Una rifondazione di successo

Seconda girone O. Rinato 4 anni fa, il gruppo è secondo Intanto la marcia del Quartesana sembra inarrestabile

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FERRARA. Sei squadre in tre punti: nel girone O di Seconda categoria è sempre più difficile fare pronostici. Inarrestabile la marcia dell’Olimpia Quartesana prima in classifica con due punti di vantaggio sulle inseguitrici. I biancazzurri non segnano a raffica, ma subiscono davvero pochi gol, tanto che vantano la miglior difesa dell’intero raggruppamento. Non un fuoco di paglia quindi, ma una squadra che sta dimostrando di reggere alla distanza. E più passa il tempo le sue quotazioni salgono. Merito anche dei tanti giovani lanciati in prima squadra dal tecnico Benini come quel Cissè a segno con una doppietta domenica che è valso il successo interno sulla matricola Sorgente.

Il Codrea, nonostante un piccolo periodo di crisi, è tornato alla vittoria e si trova saldamente al secondo posto; domenica ha battuto un’Ospitalese fortemente rimaneggiata e priva di Turati, tra gli altri, per i tanti infortuni accorsi in rosa. Il pareggio esterno ha tenuto a galla l’Ariano Estense contro un ottimo Quartiere, che adesso si trova a metà classifica. Bello anche il successo esterno della Dogatese che ha agganciato il treno salvezza.

Più di tutti, però, stupisce il Magnavacca vice capolista ex aequo. «Stiamo facendo bene - dice il diesse Mattia Ruffoni -, come neopromossa ci stiamo difendendo bene. Non era scontato, abbiamo trovato squadre un po’ più esperte di noi; sono molto contento dei ragazzi. In mezzo al campo si fa sentire Tassara che aveva saltato l’inizio per infortunio, ma che adesso sta bene. Stupisce fino ad un certo punto la nostra solidità difensiva, davvero un’arma in più. L’approccio alla gara è cambiato, incredibilmente migliorato».

«Pecchiamo con squadre di bassa classifica, d’altronde coi giovani succede sempre così: va solo trovato maggiore equilibrio. Ricordo che il Magnavacca fu rifondato quattro anni fa per far crescere quel gruppo di juniores di cui conoscevamo la bontà. I nostri calciatori vanno dal ’94 al ’97, uno di questi Bellotti, il più giovane, ha immancabilmente attirato l’interesse di squadre di altre categorie. Noi non tratteniamo nessuno, ma la nostra forza è l’amicizia e il piacere di giocare a calcio».

«Difficile che qualcuno mi venga a chiedere di essere svincolato - prosegue Ruffoni -. Avevo promesso che in cinque anni saremmo arrivati in Prima, sono sempre più convinto di questo. Sono anche convinto che aumenterebbe il numero dei dirigenti. Adesso siamo davvero in pochi, ci facciamo in quattro per andare incontro alle esigenze di allenatore e tesserati. Il paese, Porto Garibaldi, si è però molto avvicinato negli ultimi tempi e la domenica c’è parecchia gente a incitarci».

Corrado Magnoni