La Spal a Pontedera cerca gol e punti
Lega Pro: sul campo sintetico affronta l’ostico Tuttocuoio Dopo due sconfitte, mister Brevi chiede la reazione
FERRARA. Fare punti. È questo l’imperativo con il quale la Spal si presenta oggi allo stadio “Mannucci” di Pontedera (fischio d’inizio alle 16) dove il Tuttocuoio gioca le sue gare interne. Dopo due sconfitte consecutive - a Forlì e al “Mazza” contro il Pisa -, il gruppo di mister Oscar Brevi scende per la terza volta in stagione in Toscana, con l’obiettivo di risollevare una classifica che in poche settimane ha cambiato faccia: dal secondo posto dopo la 12ª giornata all’attuale 9º, peraltro in larga coabitazione con Grosseto, Ancona e lo stesso Tuttocuoio. Una Spal che oggi è chiamata a dare una sterzata decisa verso l’alto.
I biancazzurri
Per la prima volta da tempo immemore mister Brevi ha praticamente tutta la rosa a sua disposizione e non ci sono squalificati. L’insidiosa gara di mercoledì sera in Coppa Italia, giocata per di più su un terreno al limite della praticabilità, non ha causato particolari danni, fatta eccezione per Ferretti, lasciato a casa dopo i 120 minuti di tre giorni fa. Alla luce delle dichiarazioni dell’allenatore e delle scelte contro il Prato, è ipotizzabile che si prosegua con l’assetto tattico 5-3-1-1 che ha caratterizzato anche la partita con il Pisa. Nel reparto arretrato, davanti alla porta difesa da Menegatti, dovrebbero esserci (da destra a sinistra) Lazzari, Silvestri, Gasparetto, Giani e Legittimo; a centrocampo cabina di regia a Togni, con da un lato Filippini e dall'altro sembra essere favorito Capece, ma non è da escludere il rientro di Landi dal primo minuto. Questo sembra essere l’unico ballottaggio, a meno che mister Brevi abbia fatto pretattica e intenda modificare all’ultimo l'assetto della difesa, tornando “a 4” con un uomo in più a centrocampo. O che intenda dare un’occasione dal primo minuto anche a Di Quinzio, autore l’altra sera in Coppa di una rete di pregevole fattura e apparso in particolare spolvero. Davanti, infine, ci sarà Germinale a supporto di Fioretti.
Il campo
Discorso a parte merita il terreno di gioco di Pontedera, stadio nel quale la Spal tornerà anche tra poco più di un mese per affrontare nella prima partita di ritorno la formazione di Paolo Indiani. Si gioca su un campo sintetico e nemmeno di ultima generazione. Naturamente c'è timore per questa insidia ulteriore, visto che la formazione guidata da mister Alvini ha il vantaggio di conoscere meglio la superficie e i calciatori saranno più abituati alle condizioni e ai rimbalzi del pallone. Questo fatto va sottolineato, visto che la truppa biancazzurra è reduce da allenamenti su campi inzuppati, ma non deve diventare in nessun modo un alibi. E ci può anche essere il “pro”, visto che la qualità tecnica di alcuni giocatori della Spal, Togni su tutti ma anche lo stesso Di Quinzio, potrebbe essere esaltata da un contesto di questo tipo.
L’avversario
Il Tuttocuoio è reduce da due stagioni miracolose: prima il trionfale successo nel campionato di serie D, nel quale militava anche la Real Spal, poi lo scorso torneo di Seconda Divisione nel raggruppamento meridionale, concluso con la vittoria dei play off, che ha garantito l’accesso alla Lega Pro Unica. La squadra ha avuto un ottimo inizio, che l’ha portata anche in testa dopo la nona giornata: leggera flessione negli ultimi tre turni, con la sconfitta a Gubbio e due pareggi, in casa contro il Teramo e a Savona. In casa perde quasi mai, visto che ha raccolto 3 vittorie, 4 pareggi e una sola sconfitta contro l’Ancona. Buon attacco con 19 reti realizzate (e lo spauracchio Colombo la fa da padrone con 5 gol), ma tenuta difensiva non impeccabile, con 21 reti subite in 15 partite.
L’obiettivo
Il principale problema della Spal in queste ultime settimane si chiama gol: uno solo nelle ultime cinque gare di campionato è davvero troppo poco per nutrire qualsiasi tipo di ambizione. È fondamentale che la squadra di mister Brevi interrompa il proprio digiuno. Se lo farà, si getteranno le basi per un risultato positivo e dare un volto migliore a una classifica che nelle ultime settimane, forse, si è imbruttita anche troppo rispetto ai reali demeriti.
Andrea Tebaldi
