La Spal ha vita molto Brevi
Lega Pro. Col Tuttocuoio decide un autogol dopo 16 secondi. Il mister ora è a rischio
Così non si può andare avanti, ormai è un’evidenza. La Spal è al punto di non ritorno. La sconfitta di ieri sul campo del Tuttocuoio è la terza di fila e il bilancio delle ultime sei gare recita: 1 vittoria, 1 pareggio, 4 ko, 1 gol segnato e 6 subìti, 4 punti conquistati su 18 a disposizione. In classifica si precipita. La posizione di mister Brevi ieri notte è stata oggetto di un’approfondita analisi interna con il confronto tra proprietà e direzione tecnica: se si dovesse cambiare, comunque, servirebbe una mossa non minimalista ma sicura. Di qualità e di prospettiva, un valore sicuro, di capacità e personalità. Di certo, al di là della volontà (perché i valori collettivi sono miserelli assai), anche ieri la Spal ha mostrato poco.
Avvio shock per i biancazzurri. Calcio d’inizio, palla a Deiola che tira debolmente dalla distanza, in maniera anche scentrata; il pallone termina nella zona ove si trovano Silvestri e Gioè, sul centro destra dell’area spallina, e il difensore biancazzurro decide d’intervenire in scivolata beffando Menegatti per il più clamoroso e rapido degli autogol. Dal via sono trascorsi appena 16 secondi!
La Spal, col solito modulo ma Di Quinzio titolare per la prima volta (come mezz'ala destra, al posto di Filippini), non trova il bandolo della matassa. Solita assenza di gioco, calcioni con palla alta e lunga, qualche iniziativa personale. Assenza di equilibrio, anche, tanto che in dieci minuti il Tuttocuoio va quattro volte in contropiede e Lazzari si prende pure un’ammonizione, non prima che una gran punizione di Colombo costringa Menegatti al paratone in angolo. Spal senza idee e senza passo, con Capece inadeguato al ruolo di mezz'ala, e troppe approssimazioni globali. I toscani dal canto loro esercitano un gran pressing, chiamato “alla voce” dall’indiavolato mister Alvini: «Fuori... fuori...».
La povertà complessiva della Spal è fotografata da come Fioretti non trova nulla di meglio di una simulazione in area per tentare di guadagnare qualcosa, cioè un rigore. Il centravanti viene ammonito ma, poveretto, lo capiamo anche: si sbatte senza sosta e in pratica non ha un pallone giocabile. Per fortuna il Tuttocuoio, pur superiore sotto vari aspetti, non incanta, non porta altri pericoli. E il calcio riserva sempre qualche sorpresa. Al 33’ Germinale, tutto solo a pochi metri dalla porta, arriva in ritardo sull’invitante pallone di Lazzari dalla destra. E in pieno recupero la Spal ha addirittura un’occasionissima: spiovente di Togni, uscita a vuoto del portiere Bacci, palla a Silvestri che ha il tempo per piazzare il destro a botta sicura, ma la conclusione non è violenta e sulla linea Pacini (anticipando anche il compagno Konate) ribatte mettendo in corner.
Nella ripresa i biancazzurri accennano ad aumentare la pressione, ma il tasso d’imprecisione è alto e così mancano continuità ed efficacia. Brevi toglie Di Quinzio per Filippini, nella disposizione cambia nulla. Al 16’ gran lancio di Togni per Fioretti che però si allarga troppo, sull’uscita di Bacci, e tutto sfuma. Dentro Finotto in luogo di Legittimo, per un assetto più offensivo. Un attimo dopo, qualche protesta per un presunto “mani” in area toscana. Squadre più lunghe. Brividi al 28’ per la grande conclusione di destro, dal limite, di Colombo, con palla a fare il solletico al palo. Brevi le prova tutte: esce Capece, dentro De Cenco, si passa al 4-2-4 con Giani terzino sinistro. Al 36’ Finotto tira su Bacci che si oppone: occasione da sfruttare meglio. Nient’altro, niente di più di un tiro in porta con quattro punte in campo. Anzi, al 46’ Menegatti salva in angolo e si ripete al 49’ deviando sul palo il diagonale di Tempesti. La crisi spallina è conclamata, serve una soluzione immediata.
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