Crollo Mobyt e finisce l’avventura di Furlani
Roseto (ultima) passa clamorosamente a Ferrara Il tecnico viene esonerato. Martelossi e Michelini candidati
FERRARA. E alla fine, ma proprio quando anche i titoli di coda stanno ormai sfumando e il Pala Hilton Pharma si svuota, in casa Mobyt volano gli stracci. Il presidente Bulgarelli esonera Adriano Furlani. Svolazzano - come sostituti - i nomi di Martelossi e Michelini. Due ex. Finisce male, ieri. Con parole dure e un faccia a faccia teso. L’uomo al quale la società si era affidata nel 2011 per rinascere, chiude l’avventura in biancazzurro nel dicembre di tre anni dopo. La squadra e il tecnico finiscono travolti nel roseto, graffiati e delusi. Nervosi e increduli. Già, soprattutto sorpresi. Perché ieri contro l’ultima in classifica (e per giunta con due titolari fuori per infortunio, Carenza e Bryan) nessuno si sarebbe aspettato un ko così crudo. Invece, la Mobyt dei tanti generali e dei pochi portatori d’acqua finisce rovinosamente col sedere per terra. Questa volta anche dalla panchina la gestione non è del tutto convincente. Perché Furlani al 26’, nel pieno dell’emorragia estense (sotto di 16), trova la quadratura. Poi però non ha il coraggio e la fiducia per dare respiro ai “fedelissimi” nell’ultimo quarto. Giusto per avere i big lucidi per il corpo a corpo finale. Dal 26’ al 40’ il quintetto rimane blindato: Ferri-Hasbrouck-Amici-Castelli-Benfatto. Niente più Huff, che male non aveva fatto in avanti e che difendendosi a zona danni enormi non ne poteva fare. Niente un paio di minuti a Bottioni o Pipitone. Così, inevitabilmente, esaurita l’energia della rimontona (21-2) la Mobyt si è afflosciata. Sopra di 3 al 34’, qualche cambio andava fatto per avere i titolari freschi 3’ dopo. La Mobyt al 36’ viene agganciata e non ne ha più per rialzarsi.
Così, quello che sottopelle sembrava un passo in fase di eruzione (l’esonero) nel corso dei minuti diviene lava incandescente. Mentre Furlani è in sala stampa a raccontare la partita, lo stato maggiore biancazzurro confabula fitto. Ci sono tutti: Bulgarelli, Vaccarella, Pulidori, Veronesi. L’esonero diviene, di momento in momento, ipotesi concreta. Lo si capisce quando Bulgarelli attende che Furlani finisca la conferenza stampa: vuole comunicargli l’addio. E la cosa avviene al chiuso dello spogliatoio, ma le urla non si possono ignorare. Finisce male. Sono da poco passate le 20. Bulgarelli esce a passo di carica, ha un ulteriore brusco scambio di vedute con Furlani e se ne va preferendo non rilasciare dichiarazioni. Idem Furlani, che lascia il Pala Hilton Pharma accompagnato dal diesse Pulidori.
Il quale, già ieri in tarda serata iniziava una sorta di giro di “consultazioni”. Diversi i nomi proposti, un paio che in nottata apparivano un filino più sopra. Seguendo, in parte, anche il profilo tracciato da Bulgarelli: «Voglio un allenatore che conosca Ferrara, possibilmente non un sergente di ferro. Cambiare Furlani non era nei programmi - aggiunge il presidente contattato ad ora tarda -: certo mi aspettavo di vincere con Roseto. È precipitato tutto: il momento è delicato e non si può proseguire così».
Dunque, ecco fare capolino Alberto Martelossi, nocchiero nell’ultimo anno del Basket Club culminato con una salvezza miracolosa e meritata. Poi due stagioni importanti a Verona e a Brescia (lussuosa, quest’ultima). Ma forse, il ds Pulidori, ha in testa una magia diversa: riportare in panchina Stefano Michelini visto a Ferrara in due occasioni (1985 e 1988). Il“Michelo” ha esperienza vasta, di ogni categoria. Personalità da vendere. Commentatore Rai da anni. Avrà voglia di rimettersi in gioco nell’amata Ferrara? Potrà farlo? Si vociferava anche di “Lupo” Giordani, l’anno scorso brillantissino a Ravenna.
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