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L’ultima analisi del coach «Problemi ma pure cuore»

L’ultima analisi del coach «Problemi ma pure cuore»

Furlani: partita carica di troppe tensioni che si sono riflesse nell’atteggiamento «I giocatori sono esseri umani, non mercenari. Pagata una situazione non ideale»

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FERRARA. L’ultima conferenza stampa di Adriano Furlani come allenatore della Mobyt arriva dopo una partita incolore che ha generato una brutta sconfitta. Il coach saprà della decisione della società di esonerarlo solo dopo aver commentato la partita. Ecco le sue parole.

«Per noi era una partita carica di troppe tensioni che si sono riverberate nella testa e nell’atteggiamento dei giocatori». Tensione che, evidentemente, ha paralizzato il gioco, annebbiato la mente e impedito alla Mobyt di giocare con serenità. «Abbiamo dimostrato di avere dei problemi da risolvere – ha ripreso Furlani – ma anche tanto cuore. Abbiamo avuto la forza di ricucire uno strappo molto ampio, di passare dal meno sedici al più tre. Ma poi abbiamo commesso errori sia in attacco che in difesa. Abbiamo sbagliato tiri aperti, che era giusto prendersi. Ma siamo stati anche poco efficaci in difesa e Roseto ha chiuso la gara a proprio favore».

Poi Furlani torna sull’aspetto mentale: «I giocatori sono esseri umani che hanno cuore e sensibilità, non sono dei mercenari. Siamo una squadra giovane a parte il nucleo storico che fatica a reggere queste situazioni. Le tensioni e il pathos che ha preceduto la partita con Roseto ha condizionato il nostro rendimento. Abbiamo giocato in una situazione che non è ideale. Mi dispiace per loro, ma dico con forza che non sono dei mercenari».

Roseto è arrivata a Ferrara priva di due titolari e con la panchina molto corta. Nonostante questo è riuscita a mettere in difficoltà la Mobyt: «Ma siamo anche riusciti a recuperare e riaprire una gara che sembrava ormai segnata. Abbiamo cambiato volto alla partita, mostrando energia e capacità di fare un buon gioco. In quel momento abbiamo commesso alcuni errori di troppo. Abbiamo sbagliato in alcuni episodi ed abbiamo rimesso in gioco Roseto che ne ha approfittato. Alcuni errori in attacco e in difesa ci sono stati fatali».

Nella fase finale della partita Furlani non ha messo in campo Huff. Come mai? «Ha avuto un approccio apprezzabile in fase offensiva e a livello individuale, ma non di squadra. In difesa non teneva l’uno contro uno. Quando abbiamo recuperato lui era in panchina e quindi era difficile pensare di buttarlo dentro in quel momento. E’ ovvio, però, che quando si perde l’allenatore ha sempre le sue responsabilità».

Poi Furlani parla di un futuro nel quale non sarà lui a guidare la Mobyt: «La sconfitta con Roseto cambia il nostro modo di pensare al campionato. Abbiamo pensato a lungo di poter lottare per i primi posti, invece non sarà più così. Altre squadre giocano un basket più povero rispetto al nostro, ma più semplice e ruspante. Roseto, per esempio, ha messo in campo tanta energia mentre noi abbiamo attaccato male la difesa a zona. Manchiamo di sfrontatezza, dobbiamo essere più liberi. Evidentemente la squadra quando è in un momento di fiducia esprime il basket migliore, mentre quando le cose non vanno ci deprimiamo e cerchiamo sempre il risolutore, ovvero Hasbrouck».

Soddisfatto della vittoria Tony Trullo: «Abbiamo disputato una buona gara come ne abbiamo fatte altre, ma questa volta siamo stati bravi a non perdere la testa nei momenti chiave. Anche quando Ferrara ha recuperato siamo stati bravi a restare concentrati e a non mollare. Nonostante la fatica abbiamo dimostrato di avere cuore e una mentalità vincente. Mi dispiace avere vinto a Ferrara, una piazza che amo e dove ho tanti amici. Avrei preferito vincere ovunque la mia prima gara in trasferta, ma non qui».

Mauro Cavina

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