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il nuovo allenatore ha firmato

The Hammer torna a Ferrara La Mobyt ha scelto Martelossi e oggi sarà già in palestra

di Marco Nagliati ; di Marco Nagliati
The Hammer torna a Ferrara La Mobyt ha scelto Martelossi e oggi sarà già in palestra

FERRARA. Ritorna the Hammer, come lo chiamava Dan Peterson quando Alberto faceva l’assistente all’Olimpia Milano. Martelossi, l’Alberto di cui sopra, da ieri sera è il nuovo allenatore della Mobyt....

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FERRARA. Ritorna the Hammer, come lo chiamava Dan Peterson quando Alberto faceva l’assistente all’Olimpia Milano. Martelossi, l’Alberto di cui sopra, da ieri sera è il nuovo allenatore della Mobyt. In ventiquattro ore, il presidente Bulgarelli risolve la crisi tecnica: esonerato Furlani alle 20 di domenica, dopo la rovinosa sconfitta interna con Roseto, più o meno alla stessa ora di ieri la società raggiunge l’accordo col coach friulano. Che oggi pomeriggio verrà presentato ufficialmente e che poi dirigerà l’allenamento. La sua candidatura s’era stagliata forte già nella notte di domenica, pur non mancando alcune opzioni. Suggestive, se vogliamo. Una: Stefano Michelini. Contattato, certo. Ma il “Michelo” è commentatore Rai e ha preso altre strade. Stuzzicava anche il romagnolo “Lupo” Giordani, l’anno scorso a Ravenna. Però il tecnico ha un po’ staccato col basket: anno sabbatico. E comunque, ora, in esotiche vacanze impegnato. Ieri al ds Pulidori sono giunte offerte a “milioni”, disparate. In ordine sparso: Marcelletti, Frates, Bartocci, Saibene... Un solo contatto, però: con Alberto Martelossi. Telefonata in mattinata. L’appuntamento nel pomeriggio a Ferrara per l’incontro.

Martelossi s’è messo in macchina da Trieste, attorno alle 18 ha incontrato Bulgarelli e Pulidori. Meno di due ore di analisi, riflessioni. Un faccia a faccia franco. Culminato con l’intesa: un anno, ma larghi margini di rinnovo. «Si apre un nuovo ciclo - ha affermato Bulgarelli -, vogliamo continuare a crescere e costruiamo con Martelossi. Sono convinto sia l’uomo che fa per noi. Il traguardo non cambia: ottenere l’ingresso per la prossima serie A2 unica. Però rimaniamo ambiziosi e il nuovo allenatore mi sembra l’uomo giusto al posto giusto. Mercato? No, per ora no. Se più avanti i problemi si acuiranno, vedremo».

Martelossi ha allenato a Ferrara nella stagione 2010/2011, l’ultima del Basket Club e del presidente Mascellani. Fu un’annata di Legadue con centrifuga a milioni di giri: il team era reduce dalla retrocessione dalla A, venne allestito all’ultimo e con una evidente spending review. A inizio stagione, poi, il malore del presidente e una società e uno staff che fecero miracoli. Arrivò la salvezza e “Martello” diede un contributo decisivo. A stemperare le tensioni, gestire con pazienza. Fare di necessità virtù. Tenere saldo il timone. Ha dato molto alla città, ma pure Ferrara fu per Alberto decisiva perché la carriera - che stava attraversano un momento di stagnazione - tornò a splendere. Un anno importante a Verona, due stagioni da corazzata a Brescia con tanto di titolo di miglior allenatore di Legadue (finale per la A persa con Pistoia). Non riconfermato dalla Leonessa, Martelossi non prendeva in considerazione offerte della Silver. «Ma Ferrara mi è rimasta nel cuore» ha sussurrato. Come dire: per questa realtà, la categoria non è importante. Così, eccolo. Non più in bianconero Club, bensì in biancazzurro Pallacanestro Ferrara. Dovrà togliere elettricità, ridare autostima e un briciolo di identità. Con buonsenso da non confondere con debolezza. Poi ci sono gli aspetti tecnici, ovvio. Che la Mobyt problemi ne ha. Ma di certo i valori del gruppo sono superiori alla classifica attualmente espressa. Domenica debutto casalingo con Chieti, certamente non un avversario morbido. Un paio di partite della Mobyt the Hammer le ha già viste, da oggi immersione diretta nel pianeta estense.

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