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Vista dalla tribuna Caro Adriano, non finisce qui

Finisce così. In una domenica sera d'inizio dicembre. Quando gli allenatori saltano come tappi di champagne: in città due nello stesso giorno poi, nemmeno fossimo già a Capodanno con i suoi botti...

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Finisce così. In una domenica sera d'inizio dicembre. Quando gli allenatori saltano come tappi di champagne: in città due nello stesso giorno poi, nemmeno fossimo già a Capodanno con i suoi botti stordenti.

Finisce così, caro Adriano. Lo spumantello fatto ingurgitare ai tifosi era davvero di bassa qualità. Colpe tue ce ne sono, eccome. La prima sta nell'aver costruito una squadra a tua piena dissomiglianza, un gruppo che non ti è mai realmente appartenuto: più attacco che difesa, più prime donne che “ultimi uomini”. Troy Huff è sì arrivato digiuno di basket appena decentemente organizzato, però tu hai gettato la spugna ancor prima di iniziare a spiegarglielo; per giunta dandone in pasto all'opinione pubblica le sue debolezze, quasi a dire che il sacrificato dovesse essere lui e non te. Dunque presagendo misfatti.

Finisce così, invece. Mentre siamo tuttora alla ricerca, va detto, di tanti dispersi: in primis Michele Ferri (sì capitano, perché non è vero come dici tu che «a Ferrara non devo dimostrare più niente»; se così fosse, nemmeno servirebbe scendere in campo); poi citiamo Daniele Casadei e un Riccardo Castelli ancora non pervenuto. Mentre contiamo le vittorie e i trofei in carriera da Kenny Hasbrouck, e non ce ne vengono in mente tante e tanti.

Eppure finisce così, caro Adriano. Tu che profeta in patria lo sei stato, seppur per un soffio di tempo e nelle leghe minori. Tu che ricorderai cosa disse il presidente Fabio Bulgarelli, durante la cena natalizia dello scorso anno: «Furlani sarà sempre con noi, anche se fossimo ultimi in classifica».

Ora ne sorriderai amaramente. Tuttavia finisce (sempre) così: il coach paga per primo. Anche se si è un buon allenatore di pallacanestro, e tu lo sei. Tornerai a mangiare polvere in panchina, a saltellare da invasato sulla riga laterale, ad allungare i time out come se non ci fosse un domani, a sbracciare le tue ragioni agli arbitri sfiorando il fallo tecnico. Dove? A Ferrara? Dove del resto già ti richiamarono, dopo averti cacciato. Chi lo sa. Di sicuro, Adriano, non finisce qui.

Fabio Terminali