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«Gioco, identità, risultati». Ecco la Spal di Semplici

Il mister a ruota libera: la squadra deve divertire, ma anche vincere

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 «Sono felice di essere alla Spal e per me è un motivo di orgoglio rappresentare questa società. L’obiettivo è quello di dare un’identità di gioco alla squadra che ci consenta di fare risultati». Sono queste le prime parole del nuovo allenatore biancazzurro Leonardo Semplici alla conferenza stampa di presentazione. Al suo fianco patron Francesco Colombarini, il presidente Walter Mattioli, il direttore sportivo Davide Vagnati e il vice allenatore Andrea Consumi. Ma l’interrogato è lui.

Come si caratterizzerà il nuovo corso biancazzurro?

«Tengo molto al fatto che la squadra riesca a esprimersi bene con un gioco palla a terra, con una buona gestione del possesso sia nelle partite in casa sia fuori. Ho deciso di fare subito allenamenti doppi per cercare di trasferire quanto più velocemente possibile le mie idee di calcio ai giocatori. Voglio una squadra dalla chiara identità, che non rimanga in dieci, perché non si possono dare questi vantaggi agli avversari, e che venda cara la pelle. Ho trovato un gruppo di ragazzi ben disposti: ovviamente nei primi allenamenti con un mister nuovo è sempre così, ma questo mi fa ben sperare».

Aveva già visto la Spal all’opera...

«Del passato preferisco non parlare, ora parte una nuova collaborazione e guardiamo avanti».

Quale modulo intende adottare?

«Per il momento, da qui a Natale, non faremo grandi sconvolgimenti, voglio vedere bene tutti i giocatori. Quello che deve entrare nel nostro dna è il “fare la partita”: voglio verticalizzazioni, ma non voglio troppi lanci lunghi. Con questo modulo è fondamentale che ci siano esterni che spingono, mezze ali che chiudono e che la squadra abbia i giusti riferimenti. Se nelle ultime sei partite si è fatto solo un gol, occorre migliorare soprattutto la fase offensiva, ma non è un discorso di singoli. La squadra deve avere personalità, ma questo non è un aspetto che si compra alla ferramenta. Vorrei trasmettere la giusta serenità per l’obiettivo che tutti vogliamo».

L’obiettivo, già, ma qual è?

«Se non venuto qui è perché ho fiducia in questa squadra, che può lottare per obiettivi importanti. Io non mi sento di promettere nessuna posizione di classifica, la situazione non è facile, ma penso che ci sia un organico da parte sinistra della graduatoria. Ci sono qualità e valori, altrimenti non sarei qui».

Con la dirigenza avete già parlato di qualche possibile intervento sul mercato di gennaio?

«Sono a Ferrara da pochissimo, voglio vedere tutti all’opera per rendermi conto delle qualità della squadra. Per ora sono discorsi prematuri, quello che mi preme ora è insistere sulla mentalità».

Possibile ipotizzare spazio in più per giocatori magari poco impiegati fino a questo punto, come Di Quinzio, De Cenco o Finotto?

«Nomi non ne faccio. In linea di massima, mi piacciono molto i calciatori di qualità, però, in una formazione ci deve essere il calciatore di sostanza e chi fa divertire il pubblico».

Capece più difensore o centrocampista?

«Può giocare bene in entrambi i ruoli, visto che ha visione di gioco: lo proverò in entrambe le situazioni nel corso degli allenamenti».

Fra gli allenatori che ha avuto, quali hanno inciso di più sulla sua formazione?

«Da tutti ho cercato di prendere qualcosa. Ognuno poi ha le sue idee e i propri modi di fare. Se devo proprio dire un allenatore che mi piace attualmente è Montella, perché ho anche avuto il piacere di conoscerlo ed è pure una persona eccezionale. Mi piace anche Conte».

In panchina durante le gare Semplici che tipo di allenatore è?

«Mi conoscerete bene molto presto, mi muovo e soprattutto perdo subito la voce. Tengo a ringraziare, oltre a società, presidente e direttore, anche la gente di Ferrara, perché in questi giorni mi stanno già arrivando molti messaggi d’incoraggiamento. Ringrazio tutti per questo entusiasmo, con l’augurio che tutti insieme possiamo raggiungere il nostro obiettivo».

Andrea Tebaldi