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«In due partite la Niagara dirà quanto vale»

«In due partite la Niagara dirà quanto vale»

Volley B1/M. L’analisi del centrale Bernard «Se cresciamo un po’, possiamo alzare il tiro»

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FERRARA. Lo sprint verso la lunga sosta natalizia parte in salita. Un rettilineo finale reso insidioso dalle ultime due partite perse 3-0, ma anche per il valore delle prossime avversarie. La Niagara sta preparando la partita di sabato sera: al pala Hilton Pharma arriverà la Pall. Motta, seguirà la trasferta di Montecchio. Facciamo il punto con Matteo Bernard, centrale 29enne, uno dei “saggi” con cui si confronta più spesso l’allenatore Andrea Zambelli.

Matteo, dei due 3-0 subiti nelle ultime due settimane, qual è stato il più brutto?

«Beh, quello contro Ongina:siamo quasi sempre arrivati per primi a quota 20, non riuscendo poi a chiudere neanche un set. Forse è stata mancanza di cinismo. Invece, sulla partita di Pordenone c'è poco di cui rammaricarsi. Ai nostri avversari è andato tutto bene: noi forse potevamo iniziare un po’ meglio, ma poi il Prata ha giocato veramente bene. Dopo questa sconfitta ho visto Zambelli più tranquillo rispetto a come l’avevo visto la settimana prima».

È ancora una questione di ricezione che non funziona o c'è dell'altro?

«I numeri dicono che la ricezione è andata un po' meglio nelle ultime due partite. Contro Ongina, magari, i numeri non specificano che gli errori sono venuti nelle parti finali dei set. Però, a Pordenone siamo andati bene in questo fondamentale, non dico una delle nostre migliori prestazioni, ma quasi. Credo che il nostro problema sia un insieme di cose: non abbiamo un fondamentale al quale aggrapparci per uscire dai momenti di crisi. Giriamo di squadra, il nostro gioco è un po' una catena: se non va bene la ricezione, poi va male anche l’attacco; se non va la fase cambio palla, poi abbiamo difficoltà anche nella fase di contrattacco. Dobbiamo migliorare un po’ in tutto».

Si è parlato di un problema nella distribuzione del gioco. Francescato molto servito, Gallotta in difficoltà per esempio...

«Forse Filippo (Govoni, ndr) è un po' più sicuro nel dare la palla dietro, non saprei. Però era difficile non dare palla a Ivan (Francescato, che di solito gioca “dietro”, ndr) nelle ultime partite. È stata una serie di coincidenze a dettare i numeri in attacco nelle nostre ultime uscite. Comunque, in ogni partita uno dei nostri obiettivi è non sovraccaricare un particolare giocatore in attacco».

Magari andrebbero serviti di più anche i centrali...

«Dopo l’operazione che ho subìto alla spalla, devo dire che per me anche attaccare quattro palloni per set era un buon numero. Luca (Smanio, l’altro centrale titolare, ndr) forse si lamenta di più. Ecco, io magari vorrei attaccare meglio i palloni che mi vengono serviti. In allenamento stiamo cercando di migliorare il gioco al centro anche in caso di palla un po’ staccata, per dare meno certezze al muro avversario».

Il rendimento di Bernard è in linea con le aspettative?

«È chiaro che si può fare sempre di meglio. A muro credo di andare in modo decente. Vorrei migliorare in attacco ed essere più composto e aggressivo a muro».

E il rendimento della Niagara è in linea con le aspettative?

«Se andrà meglio delle aspettative, lo sapremo dopo le prossime due partite. La nostra speranza è di mettere altri punti di distacco dal quartultimo posto. Credo che siamo da metà alta della classifica, vista anche la poca differenza mostrata contro l’Ongina: potremo confermarci in quella parte della graduatoria se miglioreremo qualità di gioco e, di conseguenza, risultati».

Raffaele Ziosi