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«La Mobyt sta cambiando con la guida Martelossi»

«La Mobyt sta cambiando con la guida Martelossi»

Basket A2 Silver. Casadei fra l’esonero di Furlani e l’approccio con il nuovo coach «Va bene il tecnico, ma ora sta a noi far innamorare ancora il nostro pubblico»

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FERRARA. «Bisogna che il nostro meraviglioso pubblico ritorni a innamorarsi di noi». Anche Daniele Casadei, come tutto l’enourage Mobyt, ha attraversato giornate difficili. «Contro Roseto è andata male - dice l’ala biancazzurra -, non siamo riusciti a fare praticamente niente di ciò che ci eravamo prefissati. Poi c’è stata una catena di eventi...».

Come ha vissuto l’esonero di Furlani?

«Ne capisco le motivazioni, anche perché ci si aspetta di più da questa squadra, e sono convinto che possiamo dare di più, io stesso posso farlo. Allo stesso tempo, Furlani non è l’unico responsabile, ma nello sport va così. Siamo tutti responsabili. A me dispiace moltissimo, essendo stato allenato da Furlani per metà della mia carriera in questa categoria. Dispiaciuto per la persona e l’allenatore, ma comprendo la scelta da parte della società, capisco che la maniera d’imprimere una svolta, forzando le cose, sia quella di cambiare allenatore: lo accetto di buon grado».

È arrivato Alberto Martelossi: le prime sensazioni?

«È preparato, conosce giocatori, categoria e città. Adesso si spera di cominciare un campionato nuovo, ricco di soddisfazioni. Martelossi sa il fatto suo, non avevo mai avuto la fortuna di essere allenato da lui, le recensioni sono assolutamente positive, anche perché carriera e palmares parlano per lui. Ha subito messo in chiaro un paio di concetti sulla sua visione della squadra e del gioco. Abbiamo aggiunto un paio di allenamenti per modificare qualcosa, così da capire prima quello che lui vorrà da noi. Le cose stanno procedendo spedite, ci stiamo adattando a quello che ci chiede e Martelossi ci sta conoscendo meglio».

Domenica arriva Chieti.

«Cerco di ricordarmi Roseto, perché non mi voglio di nuovo sentire come domenica scorsa. Cerco di prendere le cose positive, come del resto di ricordarmi quelle negative per migliorarle. Chieti è forte, preparata, ha giocatori che in questa categoria possono fare la differenza, alcuni li conosciamo bene, come Sollazzo, Ancellotti e Monaldi. Non salirà a Ferrara per perdere, dal canto nostro avremo tutte le ragioni in più per opporci e portare a casa il risultato».

C’è qualcosa che si sente di dire ai tifosi?

«Capisco la loro frustrazione, i fischi possono capitare, come le critiche. È chiaro che non fa piacere essere fischiati dal pubblico che fino a poche settimane fa ti acclamava. Anche questo fa parte del gioco. Adesso sta a noi cercare di fare di nuovo innamorare il grande pubblico che abbiamo».

Lorenzo Montanari

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