Un importante segnale di idee ed immediata discontinuità
FERRARA. Leonardo Semplici marca il territorio. Da subito. Non sappiamo se domenica contro la Carrarese schiererà la Spal con la solita difesa “a cinque” o se passerà immediatamente al prediletto 4-3-...
FERRARA. Leonardo Semplici marca il territorio. Da subito. Non sappiamo se domenica contro la Carrarese schiererà la Spal con la solita difesa “a cinque” o se passerà immediatamente al prediletto 4-3-3. Di certo c’è che il nuovo allenatore biancazzurro, al di là delle caute dichiarazioni in sede di presentazione e della teorica volontà di non stravolgere tutto, sta già lavorando per trasmettere il proprio credo calcistico.
La Spal non ha esonerato Brevi ed ingaggiato Semplici solo per dare una risposta, scontata nel calcio, alla crisi di risultati. La società ha cambiato guida tecnica auspicando un’inversione di tendenza sotto tutti i punti di vista: di approccio, di dialogo, di rapporti, di metodologia, di scelte, di gestione, di filosofia, di gioco. Ovvio, anche di risultati: la Spal deve essere animata dall’ambizione di guardare in alto, nel frattempo è bene che si allontani dai pericoli, già che la zona play out si trova ad appena 4 punti.
E Semplici si è calato nella parte. Senza dover recitare. Senza dichiarazioni tonitruanti. Ma fedele a sé stesso. Che possa giocare col 5-3-2 è ipotesi plausibile. Che intenda virare sul 4-3-3 ci sta. Che stia proponendo ed insegnando un nuovo sistema, già dai giorni scorsi, è certezza. Così come è palese che cambierà qualcosa a livelli di singoli, stando alle indicazioni di questi primi allenamenti che hanno visto Gasparetto e Germinale fuori dal possibile undici per domenica, Landi di nuovo titolare, De Cenco e Finotto nel tridente.
Sentenze definitive ovviamente non ci sono. Idee sì. Come una visione di calcio diversa dalla precedente. Semplici chiede di avviare l’azione da dietro, manovrando, abolendo i lanci lunghi, giocando palla a terra, avanzando il baricentro pur restando equilibrati, invitando anche i terzini ad occupare gli spazi in avanti quando ve ne sia la possibilità.
Vediamo se (si spera di sì, chiaro), quando (il prima possibile, è auspicabile) e come (riconquistando l’ambiente, magari) il messaggio attecchirà. Fermo restando che tutto, o molto, passerà sotto la lente dei risultati. Si capirà se era solo una questione di manico, o se la qualità globale non è granchè, o se si può giocare un calcio accattivante anche con una squadra non fenomenale. Un po’ di pazienza non guasterà, pur se è evidente che classifica e prossimi impegni necessiterebbero di una solerte reazione.
Ma ciò che importa e che conforta è rappresentato dai segnali che sta lanciando Semplici. Importanti segnali, conditi appunti da idee, di immediata discontinuità. Era ciò che serviva. E’ già un principio.
