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Ecco la Mobyt 2.0 «Emozioni e grinta»

Ecco la Mobyt 2.0 «Emozioni e grinta»

Basket A2 Silver. Martelossi e la vigilia del debutto con Chieti

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FERRARA. Sabato 30 aprile 2011-domenica 14 dicembre 2014. Tre anni ed otto mesi dopo aver battuto la “sua” Udine e salvato il Club, Alberto Martelossi ritorna sulla panca estense. «I primi giorni sono andati esattamente come mi aspettavo - dice il neo coach della Mobyt -; la squadra ha notevole talento, allo stesso tempo delle pause che condizionano il rendimento individuale e del gruppo. Ho visto grande disponibilità a lavorare su questi aspetti».

Serenità e durezza difensiva: ha portato questo in questi primi giorni?

«Anche da questo punto di vista le risposte sono positive, l’intensità è alta. È tutto in linea con ciò che era stato programmato, ma c’è un unico grande interrogativo…».

Quale?

«Per quanto bene si possa fare questo lavoro, domenica sarà tutta una situazione differente: ancora di più in questo frangente. Per i giocatori sarà una diversa situazione emotiva: paradossalmente sarebbe stato più semplice per la squadra e la situazione disputare una gara fuori casa».

«A maggior ragione bisogna pensare che chi ci guarderà dovrà veramente darci una mano a superare i momenti complicati, che saranno copiosi anche contro Chieti. C’è in atto una trasformazione, ci sono delle facce differenti, allo stesso tempo degli avversari che non guarderanno a tutto questo».

«Mi aspetto di vedere determinazione e volontà che, domenica, in alcuni momenti si trasformerà in foga - avverte Martelossi -: dovremo essere bravi a riuscire a contenerla, con l’aiuto di chi ci segue. Ben consapevoli che non potremo essere brillanti, ma vogliosi».

Come ha visto in questi giorni Troy Huff?

«Il primo allenamento non è stato positivo: aveva timore dovuto ad un problema ad un piede, giovedì l’ho visto molto più positivo e propositivo, attento ed in ascesa».

Domani salirà la Proger Chieti. Che compagine è?

«Formazione che gioca con semplicità, con riferimenti chiari. È interessante la coppia degli esterni americani (Saffold e Sollazzo; ndr), ben complementari e potenti fisicamente. Attenzione anche alla presenza di Ancellotti, che ormai a tutti gli effetti si può definire un giocatore importante e determinante di questo campionato, non più solamente un giovane di belle speranze».

Dopo poco meno di quattro anni ritornerà a sedersi sulla panca estense. Sensazioni?

«Ancora sono molto concentrato sulle cose da fare. Ciò che è certo è che finii contro Udine l’ultima gara casalinga con una grande emozione, riprenderò contro Chieti con altrettanta grande emozione. Il risultato dovrà essere uguale».

Lorenzo Montanari

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