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Era un match da vincere, il Reno fa il suo dovere

Era un match da vincere, il Reno fa il suo dovere

Due gol di Ingardi nella ripresa mettono a tacere la Pavullese. Dirani: «Però siamo stanchi e si vede»

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RENO CENTESE. Il "Banzi" si conferma un fortino tosto da espugnare e il Reno Centese tra le mura amiche è ancora imbattuto. Al cospetto della Virtus Pavullese, dopo un primo tempo difficile, Ingardi e compagni hanno risolto la sfida nel secondo tempo. I cambi di Andrea Dirani sono stati decisivi per risolvere un match complesso e sulla carta "da vincere". Nella prima frazione di gioco il Reno è contratto e i troppi lanci lunghi impediscono una manovra fluida. Tra gli ospiti si mette in luce Anang, guizzante numero dieci che però al momento di concludere non trova mai laprecisione.

Al 15' Zuari cerca il filtrante per Ingardi, tuttavia la palla è di qualche centimetro troppo lunga. Al 26', dopo una bella triangolazione a sinistra, Buganza conclude centrale dai venti metri. Sui calci piazzati i padroni di casa vanno valere la propria forza fisica e Ingardi al 40' sfiora il gol in mischia.

Nella ripresa gli esterni lavorano meglio, i nuovi entrati Faccini e Benatti danno la spinta decisiva e al 65' il Reno passa in vantaggio. Cross al bacio dalla destra di Benatti e colpo di testa vincente di bomber Ingardi.

La reazione della Pavullese è tutta in una punizione dallimite calciata alta da Anang all'83'. La doppietta di Ingardi arriva al 90' e nasce dalla sinistra: fuga di Faccini e assist perfetto al centro dove la punta dei locali trova la coordinazione per bucare Brambilla con un destro preciso.

Spogliatoi. A fine partita Andrea Dirani è soddisfatto: «Siamo stanchi e si vede, ma questo non ci impedisce di lottare. Di solito caliamo nella ripresa e dunque ho pensato di tenermi dei cambi freschi per invertire questo trend. Il lavoro paga e i ragazzi che giocano al sabato con la Juniores sono pronti anche per la domenica. Dobbiamo solo evitare i lanci lunghi e concretizzare meglio le occasioni che riusciamo a creare».

Alessandro Ferri