La Samp rompe l’incantesimo Pareggio allo Juventus Stadium
La striscia vincente bianconera si ferma a 25. Il vantaggio di Evra dopo mezz’ora di supremazia Poi emergono i blucerchiati che nella ripresa impattano con Gabbiadini e rischiano il colpaccio
TORINO. La Sampdoria non ha paura della legge dello 'Juventus Stadium', dove perdere è una regola, almeno per le squadre italiane. È stata l'ultima (a parte il Bayern in Champions) a sbancare lo stadio bianconero, due anni fa (con doppietta di Icardi), e ieri ha interrotto la serie che sembrava infinita, strappando l'1-1 con la firma di un bianconero a metà, Manolo Gabbiadini, in procinto di essere ceduto al Napoli. La striscia bianconera si è fermata quindi a 25, dal 4-1 sulla Lazio alla prima del campionato 2013/14 al 2-1 nel derby, vittoria dell'ultimo secondo del tempo di recupero.
Applausi alla Samp che ha costretto al mezzo passo falso i campioni d'Italia, pur svegliandosi dopo mezz'ora di torpore assoluto che avrebbe potuto sprofondarla sotto un passivo ben più pesante del rimediabile - ed a conti fatti rimediato - 1-0 di Evra. Gol da attaccante puro, quello del difensore francese: uno stacco perentorio di testa, sul calcio d'angolo, dopo 12', quando la Juventus contro la bella addormentata doriana aveva confezionato già tre palle-gol (Tevez e due volte Morata, entrambe su imbeccata di Pereyra). La Juve girava bene, con Pereyra trequartista, questa volta era più pericolosa sulla fascia sinistra, dove Evra saltava regolarmente Cacciatore, meno insistente sulla destra. Evra c'era in molte azioni d'attacco e non aveva gli affanni di altre volte in copertura. Marchisio faceva girare bene la palla e i continui movimenti sul fronte d'attacco di centrocampisti e punte teneva sotto pressione la squadra di Mihajlovic.
Mezz'ora di dominio assoluto ma un solo gol di vantaggio dei bianconeri, poco per stare al riparo dal prevedibile risveglio dei blucerchiati, una delle squadre rivelazione del campionato. Questa era la preoccupazione di Allegri. I doriani, con Krsticic avulso dal gioco e un centrocampo a lungo surclassato si svegliavano però dal sonno - o dalla paura, come ha detto Sinisa Mihajlovic - dopo avere rischiato il raddoppio sul lancio lungo di Bonucci che aveva pescato in area Pogba. Sul francese però riusciva a chiudere Cacciatore.
Scampato il pericolo, la Samp è uscita poco a poco dal guscio. Il tridente dopo l'intervallo, con Gabbiadini al posto di Krsticic, è stata la mossa vincente: la Juve troppo preoccupata di attaccare, si è scoperta: dopo due tiri alti di Pereyra, ecco il pareggio di Gabbiadini, con la difesa bianconera mal piazzata ed Evra colto di nuovo da un'amnesia. L'1-1 ha dato altra sicurezza alla Samp, mentre nel centrocampo bianconero tornava a intermittenza Vidal, di nuovo ammonito (e poi avrebbe meritato il 2° giallo), non si vedevano lampi di classe di Pogba: Marchisio restava quasi solo a contrastare il crescendo di Palombo, Rizzo e Obiang. Allegri rimescolava le carte in attacco: dentro Llorente per Morata poi Coman al posto di Pereyra e Tevez spostato trequartista dietro Llorente-Coman. Ma l'equilibrio poteva essere rotto da Gabbiadini, al 39': sul suo sinistro Buffon volava, salvando almeno il pareggio. Inutili gli sforzi bianconeri negli ultimi minuti e l'ultimo tentativo di Marchisio finiva alto, tutt'altra cosa rispetto alla prodezza di Pirlo (ieri in panchina 90') nel derby. Stizza bianconera al fischio finale per i soli 3 minuti di recupero.
