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Mobyt, alla fine sono baci & abbracci

di Marco Nagliati
Mobyt, alla fine sono baci & abbracci

Match duro. Altalenante. Ma con momenti di gioco corale e sciolto: alla fine sale in cattedra Hasbrouck e Chieti si arrende

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FERRARA. Il post. Baci & abbracci. E sottopelle sospiri di sollievo ed energia che si spande per il Pala Hilton Pharma. La “prima” di Martelossi timbra una bella vittoria Mobyt su una combattiva e tosta Chieti. Gara in altalena, tra due formazioni che sono sempre rimaste sul pezzo. Pur tra errori e inciampi. Ma per Ferrara, dopo l’esonero di Furlani, arrivano punti che potrebbero segnare una svolta.

Il match. Meno Hasbrouck primattore per lunghi tratti, con gli estensi che hanno giocato con un filo in più di coralità. E non a caso Ferri ha avuto i suoi tiri, Casadei ha spremuto la miglior prova stagionale. Due quarti a studiarsi. Annusarsi. Con un granitico Ancellotti in area ad intimidire (6 stoppate) e a cancellare dal campo Castelli (ne busca tre di stoppate e mentalmente svapora). Ma Benfatto accetta la lotta, tiene duro e alla fine la vince. Sudore e lacrime. Col fattivo contributo di Pipitone, cui Martelossi dà fiducia ed ottiene solidità. Mobyt avanti al 5’ dopo un effimero 10-0 di break; tutto nasce dalla difesa, ma appena Ferrara forza in avanti si sbilancia e Chieti punisce di transizione: 18-15 al 10’. Sugli attacchi così così, biancazzurri ad annaspare: 0-7 e 26-30. All’intervallo 36-38. Due cosette da annotare: Huff si applica in difesa e tiene bene Affold. E quando attacca con pazienza, per la Mobyt l’orologio segna l’ora giusta. Si riparte e così infatti accade. Ovvero è nel terzo parziale che Ferrara mette le fondamenta per il successo. Tutti lì, con la testa e la voglia giuste. E ci si diverte, quasi fosse playstation.

Lampo. Bomba. Alley-oop. Jump. In 5’ la Mobyt mette condimenti speciali sul parquet e decolla: 14-0 che vale il 50-38. Casadei (lampo da tre), Huff (alley-oop su assist Hasbrouck), Hasbrouck (arresto e tiro: jump da due), ancora Huff (2+1 e terzo fallo di Ancellotti). Chieti rimane a galla con i liberi. Alza la pressione difensiva e la Mobyt si disunisce: perde il filo dietro, riemergono alcuni egoismi offensivi. Il secchio del latte si ribalta ed al 30’ siamo daccapo: 58-56.

Martelossi continua a dare fiducia a tutti, eccetto Castelli che dimostra di essere vuoto di energie. Amici alterna errori dovuti a generosità controbilanciandoli con la grinta. E inanella 2’ di puro fuoco: due punti e una schiacciatona che costa il 4º fallo ad Ancellotti. Ferrara si ricompatta anche dietro. Il problema è Palermo, che punge inaspettato. Sollazzo - poco brillante e osservato speciale da Hasbrouck - ha comunque un paio di guizzi. Al 35’ Chieti avanti 65-64. Martelossi toglie Hasbrouck per Huff, mette Bottioni per Ferri. Rischia e dà fiducia. Vuole i big più lucidi per il gran finale. Intanto, gli arbitri: due sfondi di fila sanzionati a Ferrara, con tecnico al coach. Ma anche tre infrazioni di passi consecutive agli abruzzesi. Insomma, vietato attaccare.

È qui, in questa polveriera, che arriva il magic moment del talento. Perché serve sempre, mister Kenny. Huff gli apre la strada con un libero e un cesto. Poi è campo libero per il #41 estense. Dunque: Hasbrouck va dentro di pura rabbia e insacca. Ruba palla e schiaccia. Lampo. Bomba. Alley-oop... Ora, anche slam dunk. Mobyt sopra 69-66 al 38’. Palermo era in panca (mah) e rientra. Hasbrouck subisce fallo: un libero e sull’errore autocanestro di Ancellotti (72-68). Passi di Monaldi (ancora), poi pallonata in faccia a Palermo invece di passargliela normalmente. Chieti si fa del male anche da sola. Huff va duro e schiaccia: 74-68. Palermo ed Ancellotti fanno 4-0 e Ferrara trema (74-72 a 40” dall’epilogo). Trema? Hasbrouck ancora con un’entratona che apre il Mar Rosso porta avanti gli estensi di 4 (per Kenny 9 punti negli ultimi 4’ decisivi sui 15 estensi). Mentre Sollazzo la perde. C’è leader e leader. E il Pala Hilton Pharma esplode di passione. Ci voleva.

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