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«Niagara, così non va» Il coach convoca le riunioni

«Niagara, così non va» Il coach convoca le riunioni

L’allenatore Zambelli analizza la sconfitta con il Motta, terza consecutiva per 3-0 «Competenze in ricezione, attacco ai minimi termini, murate subìte: parliamone»

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FERRARA. La fotografia della giornata è un messaggio indiretto. Ciò che resta immortalato del nono turno di campionato è la vittoria di Monselice, ultimo, contro il Pordenone, primo. Di fronte a questa testimonianza, la Niagara invece è incorsa nel terzo 0-3 consecutivo, al cospetto di una comunque ammirabile Pall. Motta. La Niagara si è smarrita, perché non sa più essere prima di tutto squadra combattiva e, soprattutto, squadra. Ormai non è più questione di ricezione che va o non va: la partita di sabato sera ha detto che i mali sono anche altrove. Nell’attacco, fondamentale in cui funziona solo Francescato e, forse proprio per questo, viene servito di continuo, non per un problema di distribuzione del gioco. Poi c’è Gallotta, lontano dalla brillantezza degli anni scorsi. C’è Monari, arrivato a Ferrara sapendo che qualcosa avrebbe concesso in ricezione, ma che in attacco non doveva limitarsi ai due punti (un attacco e un ace) messi a segno contro Motta. Dei centrali, le difficoltà si sapevano: concediamo a Smanio di non essere stato in formissima, anche se un paio d’attacchi per set a segno sarebbero auspicabili. Anche da Bernard.

«Un filo conduttore delle ultime tre sconfitte 0-3? Abbiamo difficoltà a tenere la palla vicina alla rete con la ricezione in certi momenti e poi - ammette coach Zambelli - abbiamo difficoltà in attacco. Saranno le alzate? Sarà che finiamo per giocare sempre con palloni scontati? Non lo so, aspetto di vedere il video per dare una valutazione più precisa».

La partita contro Motta è stata fallimentare per l'attacco: «Il nostro miglior attaccante di banda ha fatto il 38% (Francescato, 26 punti, ndr). Un altro ha fatto l'8% (Monari, ndr). Con queste percentuali non si vince! Poi abbiamo subìto tanti muri. C'è un insieme di cose, che riguardano anche le competenze in ricezione, che non funziona e che va sistemato. Vedremo di fare mini riunioni tra gli interessati e cercare di capire come uscirne».

Raffaele Ziosi

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