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Spal, l’avventura non è Semplici

di Paolo Negri
Spal, l’avventura non è Semplici

Serie C. Il nuovo mister debutta con un ko interno. Squadra scarsa, crisi nera: +3 sui play out

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FERRARA. La Spal perde lo scontro diretto con la Carrarese, che così in classifica sorpassa i biancazzurri, per una graduatoria che si fa critica: solo 3 punti di margine sui play out. Per i ferraresi è la quarta sconfitta di fila, la quinta nella ultime sette gare, con uno score di 1 gol segnato e 8 subìti. La squadra non vince e non segna in casa dal 28 settembre contro la Lucchese. Crisi nerissima.

E' così iniziata davvero male l'avventura di Leonardo Semplici sulla panchina della Spal. Il tecnico è subentrato lunedì all'esonerato Oscar Brevi: un cambio necessario sotto molti aspetti, ma la gara di ieri ha ribadito anche gli enormi difetti di una squadra scarsa e costruita malissimo. Ora serviranno il lavoro di Semplici sul campo e quello della società sul mercato per rimettere la barca in linea di galleggiamento.

Alla vigilia ci si aspettava il 4-3-3 ed una rivoluzione col guanto di velluto. Alla prova dei fatti, 4-3-3 è stato. Ma la rivoluzione è risultata totale, non morbida. Scelte radicali: Aldrovandi e Gasparetto coppia centrale, Giani terzino sinistro, Gentile mezz'ala destra, Di Quinzio a destra nei tre davanti. Rispetto alle attese (oltre a Capece e Germinale in panchina, come si era intuito, e Ferretti nemmeno convocato causa - pare - allenamenti non confortanti) sono rimasti fuori Silvestri, Legittimo, Landi e De Cenco.

Impressioni? Il totale segnale di discontinuità rispetto al fresco passato ci stava: logico e necessario. Semplici ha fatto bene ad introdurre immediatamente il suo credo tattico, le sue idee. Detto ciò, le mosse a livello di singoli non hanno convinto. I due centrali erano francamente impronosticabili, anche perché male assortiti, non complementari: entrambi destri, alti, non rapidi. Giani ha già giocato terzino sinistro ma non ha il passo e le caratteristiche tecniche per occupare la fascia, soprattutto contro una squadra che gioca senza ali. Landi fuori ha meravigliato perché la Spal non possiede centrocampisti di passo e di inserimento, mentre lui ha tali doti e comunque sa fare entrambe le fasi. D'altra parte, Semplici è appena arrivato, gli servirà un po' di tempo. E sarà necessario tanto lavoro, perché il match ha evidenziato le lacune strutturali del gruppo, principalmente lentezza e poca qualità, oltre a scarso peso offensivo. Per il resto, concettualmente, all’inizio si è vista la mano del nuovo allenatore. Linea difensiva più avanzata, tentativo di tenere la squadra più corta, volontà di giocare e non buttare via il pallone. Non male l'avvio, soprattutto sull'asse di destra Lazzari-Di Quinzio, che hanno combinato e creato. Un paio di spunti, una pericolosa conclusione a testa, qualche corner. Poi le coup de thèatre, o... de cul (in ottica carrarese): palla tra i piedi di Menegatti che però tarda a liberarsene per poi rinviare addosso a Belcastro che lo pressa, sfera che schizza a destra per Merini che a porta vuota infila senza problemi. Una mazzata totale. Pesantissima per una squadra in crisi come questa Spal. Confusione. Reazione molle, sfociata non oltre un destro di Togni sul portiere - da buona posizione - ed una punizione “a girare” di Giani, col pallone di poco alto. E nel finale è stato Menegatti a mettere in corner la rasoiata dell'apuano Gorzegno.

Nella ripresa la Spal ha assunto l'iniziativa. Niente di che. Ed al 10' il raddoppio ospite. Belcastro in verticale, deviazione di Togni e palla che arriva in area per Merini - con i centrali fermi e tagliati fuori - che infila Menegatti. Spal visibilmente allo sbando, contestazione della Curva: «tirate fuori i c... ». Ma non è questione di attributi, bensì di capacità calcistiche. La volontà non è mancata. Al 19' punizione di Filippini e zuccata di Gasparetto a lato. Semplici ha messo Germinale per Fioretti, poi De Cenco per Gentile, con Di Quinzio arretrato mezz'ala. Tutto inutile. A far calare il sipario, al 37' l'espulsione di Filippini (già ammonito) per un inutile fallo a centrocampo, e poi quella di De Cenco allo scadere per una gomitata all'avversario (seconda volta stagionale, in casa, che la Spal finisce in nove). Il commento più sintetico ed azzeccato piove dalla tribuna: «Siete tristi», in perfetto slang estense. Vero. Essere tutti 1.90 non significa saper giocare: errati i concetti di costruzione della squadra. Ed i brevilinei carraresi (Merini, Belcastro...) hanno infilato il dito nella piaga.

Non invidiamo Semplici. Se può consolarlo, e incoraggiarlo, il 12 novembre 1972 il fiorentino Mario Caciagli debutto sulla panchina della Spal perdendo in casa 0-2 contro il Prato. Poi sappiamo come finì la storia... Certo serviranno anche gli interpreti.

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