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Cappellari vicino al passo d’addio Il saluto dei tifosi lo commuove

Cappellari vicino al passo d’addio Il saluto dei tifosi lo commuove

RO FERRARESE. Potrebbe essere stata l'ultima partita di Cristiano “Bubu” Cappellari quella di domenica, in cui è stato protagonista con la sua Roese vittoriosa contro lo Sporting Ambrogio. Patentino...

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RO FERRARESE. Potrebbe essere stata l'ultima partita di Cristiano “Bubu” Cappellari quella di domenica, in cui è stato protagonista con la sua Roese vittoriosa contro lo Sporting Ambrogio. Patentino di allenatore in tasca, un ottimo passato tra i dilettanti, il “mitico” Cappellari aveva manifestato nei giorni scorsi di abbandonare il calcio giocato alla fine del girone di andata di Terza.

Classe 1972, per “Bubu” sembra essere giunto il momento di smettere o di tornare nel calcio amatoriale; ammesso e non concesso che le feste natalizie, una volta trascorse, gli facciano cambiare idea.

«Ciò che è capitato a Ro prima della partita contro lo Sporting Ambrogio - si legge dal suo profilo Facebook -, è un qualcosa che forse pochi giocatori a livello dilettantistico hanno avuto la fortuna di provare. Mi sono commosso quando ho visto lo striscione dei tifosi avversari nei miei confronti (“Onore a te Bubu figlio dello Sporting”; ndr) e altrettanto quando ho ricevuto da Daniele Fusi (tifoso dello Sporting; ndr) la felpa ufficiale dei supporters. A quel punto per me poteva già finire lì».

«È stata una soddisfazione enorme - riprende Cappellari - che mi ripaga di una vita dedicata al calcio. Spero di avere inoltre onorato la giornata con una bella prestazione e penso di esserci riuscito. Grazie davvero, ragazzi, perché mi avete dimostrato cosa sia lo sport e cosa voglia dire fare le cose con il cuore. Ora ho un debito da saldare. Non ho davvero più parole. Sono grandi soddisfazioni. Di buono qualcosa è stato fatto».

Il racconto calcistico di Cappellari non si esaurisce qui, è un fiume in piena e ricco di buoni consigli. «Spero davvero, pur essendo vecchio, di avere trasmesso ai giovani giocatori dello Sporting che se si vuole, anche a una certa età, si può giocare ancora bene. Sono cresciuto nelle giovanili dello Sporting Ambrogio dove peraltro abbiamo vinto tutto. Inoltre sono stato protagonista della storica promozione in Prima categoria. Poi l'anno dopo sono andato via per vestire la casacca della Giacomense. Ricordi straordinari. Ho già parlato col presidente, la pausa viene a puntino: vedremo, non sono uno che molla». (c.m.)