L’Inter non esalta ma supera il Chievo
Kovacic e Ranocchia risolvono la partita del Bentegodi, è la prima vittoria del nuovo ciclo con Mancini dopo due batoste
VERONA. L’Inter cresce e torna a vincere. Nonostante alcune amnesie difensive a cui Handanovic, specie nel primo tempo, ha ovviato (con due grandi parate su Paloschi e Meggiorini), la formazione di Mancini - al suo primo successo in campionato dopo un pari e due sconfitte - è riuscita a dare una discreta continuità alla prestazione, andando a segno con Kovacic e Ranocchia. Non era certo facile, il Chievo era reduce da cinque risultati utili di fila ma il Bentegodi ha sorriso ai nerazzurri, che aggiustano un pò la classifica. Parte forte l’Inter ma è del Chievo la prima grande chance, con Handanovic decisivo su Paloschi servito da un tiro sbilenco di Izco. Al 19’ l’Inter passa: incursione di Nagatomo, sponda di Icardi sulla quale si avventa Kovacic che da due passi non può sbagliare. Il rombo di Mancini funziona, il Chievo soffre le verticalizzazioni di un Kovacic finalmente protagonista (preso di mira da Cesar, che rischia il rosso con un’entrataccia, e Meggiorini) e la verve sulle fasce di Nagatomo e D’Ambrosio, ma serve un’altra prodezza di Handanovic al 36’ sulla rovesciata di Meggiorini, a un passo dalla prodezza-bis dopo quella di Cagliari. Finale di tempo tutto clivense, anche perchè Maran cambia un paio di volte modulo, passando anche alla difesa a 3: Juan Jesus decisivo su Paloschi, poi un cross di Sardo si stampa sulla traversa. Al rientro Inter vicina al raddoppio: da Guarin a Nagatomo, diagonale fuori di un soffio con Palacio, ancora a secco quest’anno, in ritardo. Da un errore di Kuzmanovic nasce un contropiede al veleno di Paloschi, il cui destro per poco non si infila alle spalle di Handanovic. Ma all’11’ arriva un altro squillo nerazzurro: D’Ambrosio crossa, Ranocchia gira con il sinistro e per Bizzarri non c’è niente da fare.
Il Chievo accusa il colpo e rischia in contropiede, poi Maran tenta il tutto per tutto con Botta e Maxi Lopez per Birsa e Paloschi, ma proprio Botta si fa espellere per qualche parola di troppo all’indirizzo dell’arbitro Massa e la partita va così in archivio con una ventina di minuti d’anticipo. Guarin, in una serata non esaltante, cerca la gioia personale ma Bizzarri gliela nega. Sarebbe stata una punizione troppo pesante per un Chievo comunque generoso e che comunque lotterà fino alla fine per salvarsi. Quanto all’Inter, una rondine non fa primavera e ora servirà continuità (e qualche rinforzo a gennaio) per far decollare il progetto del Mancini-bis. Già contro la Lazio, domenica a San Siro, l’esame di maturità.
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