La Portuense è in Progresso
La mentalità è quella giusta e Marongiu un innesto importante
PORTOMAGGIORE. Se è sbagliato recriminare quando si perdono punti per colpa di errori o di partite che vanno via per la tangente nei momenti negativi, è altrettanto sbagliato in casa Portuense fermarsi a rimuginare su una bella vittoria in trasferta, colta su un campo difficile e contro una squadra che non starà passando un gran momento, ma resta ostica come il Progresso. Quindi, in alto i cuori.
Però è anche giusto analizzare attentamente la partita, trarne indicazioni ed insegnamenti. A fine gara, mister Buriani scherzava sulla vittoria; poi, però, ha proposto la solita analisi spassionata e senza condizionamenti emotivi.
«Mi è piaciuto che la squadra sia andata in campo con la giusta mentalità ed il giusto atteggiamento mentale. Però mi è piaciuto molto meno che, nelle situazioni difficili, a fronte di una buona solidità mentale, che non ha mai portato a sbandamenti, ci sia stata anche una certa lentezza nelle reazioni. Mi spiego: il Progresso attaccava. Noi eravamo ben coordinati ed attenti e chiudevamo con attenzione. Però sono nate diverse occasioni dai rimpalli e secondi tiri: i giocatori che arrivavano prima sul rimpallo e quelli che riuscivano a concludere ancora ed a riprovare a segnare erano gli avversari».
«Poi, di positivo, c'è da dire che comunque non abbiamo lasciato spazi. Però una maggiore reattività poteva far comodo. Comunque, le cose sono andate bene».
A Castelmaggiore, in casa portuense, mancavano tre degli uomini di maggiore esperienza: Macchia, Braiati e Zamboni, ma la squadra ha reagito abbastanza bene. Ha esordito Marongiu e la sua è stata comunque una buona gara: «La cosa di cui ha più bisogno Marongiu è di giocare e di entrare nei meccanismi della squadra. Potevo anche aspettare a farlo partire, ma ho pensato che fosse meglio dargli subito la possibilità di entrare e di essere coinvolto nel nostro gioco, e mi sembra che i primi passi siano stati positivi».
Alessandro Bassi
