Spal, lunga è la notte Niente gol e tifosi sfiduciati per Semplici un lavoro duro
Calcio Lega Pro. Contro la Carrarese debutto amarissimo per il neo mister La squadra è impaurita e non sa reagire ai momenti difficili
FERRARA. Nessuno pensava che mister Leonardo Semplici arrivasse a Ferrara e con la bacchetta magica risolvesse in un solo colpo tutti i problemi della Spal. Così, in effetti, non è stato e sarà un lavoro complesso quello che attende l'allenatore.
La partita
Per la verità nella fase iniziale della gara di domenica, prima del vantaggio della Carrarese, qualche novità interessante si era vista: un fraseggio palla a terra sconosciuto da tempo da queste parti e qualche interessante iniziativa di Lazzari (il migliore) e Di Quinzio, autore della conclusione più pericolosa indirizzata nello specchio della porta apuana. Nulla di particolarmente rilevante, si intende, però di certo un approccio discreto. Poi, però, una volta commesso il solito errore difensivo che viene subito castigato ecco che la Spal torna in balia di tutte le proprie insicurezze, delle proprie paure, incapace di mettersi in gioco fino in fondo e di reagire alla situazione. Incapace di creare occasioni da gol. E nella ripresa quando ci si mette anche la sfortuna con una deviazione malandrina che lancia da solo davanti alla porta Merini che raddoppia, per la Spal è notte fonda. Una nottata dalla quale ora Semplici dovrà cercare di ridestare i propri giocatori: sarà un lavoro tutt'altro che... semplice. In attesa degli inevitabili movimenti del mercato di gennaio - per migliorare la rosa dal punto di vista qualitativo, con l'arrivo di giocatori funzionali a questo nuovo progetto tecnico e con il correlato tentativo di collocarne altrove altri - è l'aspetto psicologico quello su cui si dovrà lavorare da subito in vista delle ultime due gare del girone di andata: sabato a Pistoia e lunedì 5 gennaio al Paolo Mazza contro la Reggiana. Sì, perché quattro sconfitte di fila pesano e questa è una Spal che si scioglie sempre come neve al sole quando prende gol: con la sola eccezione che conferma la regola di Grosseto dove si è rimontato per ben due volte, questa squadra in nove occasioni è andata sotto e in otto è stata sconfitta. Non va bene.
Il gol
Altro aspetto basilare su cui dovrà lavorare il trainer della Spal è quello del gol, che è ormai uno sconosciuto. Non se ne vede uno in casa addirittura da domenica 28 settembre. Nelle successive cinque gare a secco, due 0-0 e tre sconfitte. E in assoluto non se ne fa uno da sabato 8 novembre quando andò a segno Germinale a Piacenza. Da allora sono passati 470 minuti, un'eternità. Conseguenza di questo dato è l'allarmante crollo in classifica: dal primo posto si è ora scivolati al quattordicesimo con soli tre punti di margine sui play out. Imperativo in casa Spal è quello di abbandonare al momento ogni sogno di gloria e quanto prima uscire da questa secca nella quale non era previsto ci si cacciasse. Può anche darsi che abbia ragione Togni, che nella sua analisi post gara ha evidenziato come se in sei partite la Spal è andata molto giù, nelle prossime sei può anche tornare su. Ce lo auguriamo tutti ma bisogna invertire la rotta da subito.
Il nervosismo
Un altro aspetto su cui dovrà lavorare mister Semplici è quello legato al nervosismo in seno alla squadra: l'arbitro di domenica forse è stato troppo severo ad espellere nel finale Filippini e De Cenco, ma si deve stare più attenti per di più a gara già virtualmente terminata con squalifiche che sono sinonimo di assenze nella gara successiva. O successive visto che De Cenco potrebbe rischiare anche più di una giornata. Ed è già la seconda volta dopo l'esordio col Pontedera che in casa si termina la gara in nove. Decisamente troppo.
Il futuro
Mister Semplici ha rivoluzionato parecchio al primo giro di giostra, dovrà cambiare per forza di cose anche alla prossima. Tra le tante, l'esclusione di Landi è quella che più ha sorpreso e ha lasciato perplessi. Vediamo se già a Pistoia tornerà la sua ora. Più in generale sta a mister Semplici ora trovare tutte le soluzioni possibili per risollevare la Spal da questa situazione. Una Spal che, come ha sottolineato più volte anche patron Francesco Colombarini nelle sue sempre lucide analisi, sta perdendo la propria gente. Questo è l'aspetto sicuramente più grave e che va stoppato ad ogni costo. La contestazione aperta di domenica e il calo vistoso del pubblico sono segnali di cui tenere conto: Semplici e i giocatori devono ora fare riconciliare con le prestazioni la Ferrara calcistica alla Spal.
Andrea Tebaldi
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