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Anche Droghetti alza la Coppa Italia

Anche Droghetti alza la Coppa Italia

FERRARA. Ad alzare la Coppa Italia 2014 è stata la rappresentativa di Reggio Emilia, una squadra compatta e competitiva che ha superato ben 6 turni per conquistare il più ambito trofeo in palio a...

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FERRARA. Ad alzare la Coppa Italia 2014 è stata la rappresentativa di Reggio Emilia, una squadra compatta e competitiva che ha superato ben 6 turni per conquistare il più ambito trofeo in palio a livello nazionale, che si è disputato a inizio mese al palabocce di San Giovanni in Persiceto (BO). La notizia, qui a Ferrara (la cui squadra è stata sconfitta al primo turno) non sarebbe così importante se nella rappresentativa reggiana non ci fosse un ferrarese doc, un giocatore le cui radici affondano nelle corsie della bocciofila Rinascente prima e dell’Idros.art poi: stiamo parlando di Daniele Droghetti (nella foto), figlio d’arte (ora papà Sergio è segretario del comitato Fib estense), che oltre 10 anni fa è “emigrato” boccisticamente verso altri lidi: prima Carpi e ora San Martino in Rio (RE). Posti in cui, come lui stesso sottolinea, «le bocce sono molto sentite, c’è una grande tradizione, con un pubblico abituato a vedere giocare i campioni, esigente, che però sa mantenere sempre una buona sportività e un grande attaccamento ai propri giocatori ».

E infatti, da anni, Droghetti è in forza alla Sammartinese, società che da tempo annovera tra le sue fila giocatori di spessore. Il suo compagno di gioco è il veterano Sovente Losi, con cui ha vinto numerose nazionali. I due sembrano ormai inseparabili. L’ultima vittoria proprio nel 2014, con l’oro nella prestigiosa terna della Dorando Pietri di Carpi. Nell’ultima stagione il ferrarese ha ottenuto in totale tre vittorie, garantendosi la stima e la fiducia del c.t. reggiano Lusuardi, che l’ha convocato facendolo giocare da titolare inamovibile. La composizione della squadra gli ha però riservato una sorpresa: oltre a ricoprire il ruolo di mediano della terna, con Marzocchi puntista e Alberto Selogna bocciatore, Droghetti ha poi giocato in coppia in un ruolo per lui inusuale, quello di puntista. Una scelta che si è resa necessaria, soprattutto in una manifestazione in cui ai puntisti non basta avvicinare le proprie bocce al pallino, ma è richiesta una buona media anche sulla bocciata. A lui sono riuscite bene entrambe le cose e la scelta si è rivelata vincente. Droghetti ha giocato con una buona costanza in tutti gli incontri, contribuendo a far cadere come birilli i comitati di Vigevano, Brescia, Bergamo, Potenza, Cosenza e, in finale, Macerata.

A fine manifestazione l’atleta estense non nasconde orgoglio e gioia per il grande risultato ottenuto: «Prima di tutto siamo stati una grande squadra, un gruppo compatto, in cui ho cercato di fare ciò che mi era stato chiesto: sostenere i compagni e giocare al meglio. Abbiamo avuto un grande Tarantino (forse il miglior atleta della manifestazione, ndr), ma l’intera squadra ha contribuito alla vittoria e sono felice di aver giocato bene in tutti gli incontri».

Il momento più difficile?

«Ci sono stati molti momenti chiave: abbiamo superato Brescia di misura vincendo la nostra coppia, con Bergamo è stato un incontro da cardiopalma, poi con Cosenza abbiamo raggiunto in extremis lo spareggio ai pallini, vincendolo. Stesso discorso nell’incontro finale, dove Macerata ha ceduto soltanto ai pallini».

Droghetti ha anche commentato la nuova formula, che vede un nuovo limite per i giocatori di A1, fissato a una sola unità: «La manifestazione ha messo in mostra alcune giovani promesse del nostro sport, facendo spiccare i migliori gruppi. Non nascondo che comunque non sia la stessa cosa vincere senza tutti i migliori campo».