Il presidente Iosco tiene ben saldo il timone Portuense
Eccellenza. Nessuna cessione in vista della società E rilancia: «Non porto la squadra in alto per poi lasciare»
PORTOMAGGIORE. La Portuense non è in vendita. La notizia era circolata nei giorni scorsi, quando si è parlato molto del possibile cambio di guardia nei vertici societari. La squadra, sesta in classifica nel girone B di Eccellenza, gode di ottima salute sia dal punto di vista sportivo che di risorse. Eppure, da più parti, si è sentito dire che Iosco non sarebbe stato più il presidente. «Non scherziamo - dice il diretto interessato -, mi piacerebbe proprio sapere chi mette in giro certe cose. Sono molto contento di come sta andando la stagione: siamo partiti in sordina, ma ci siamo ripresi alla grande. Siamo reduci da una striscia positiva che dura da otto partite, niente male direi». Sono stati messi in mezzo anche affari privati del presidente Giambattista Iosco, che proprio non vuole mischiare la passione sportiva con l’attività lavorativa. «Sono cose delicate, qui c’è gente che lavora. Qualcuno forse ha capito male o si è sbagliato. Sono a capo di un’azienda importante e stabile sul territorio, certe chiacchiere non fanno davvero bene. Mi piace il calcio e faccio il tifo per la mia squadra, se avessi voluto cedere la Portuense di certo non avrei avvallato certe mosse di mercato».
A dicembre, tra gli altri, sono arrivati Fabio Franceschini, di ritorno dopo pochi mesi passati alla Copparese, ed Alessandro Marongiu dal Castelvetro; due ex spallini che rappresentano un lusso per la categoria. «Stiamo facendo tutto il possibile per allestire una grande squadra. Il nostro obiettivo resta la salvezza, almeno per quest’anno». Evitare la retrocessione, a cospetto di cotanta rosa, sembra però riduttivo quando il campionato è giunto alla fine dell’andata. «Passeremo un buon Natale, questo è certo. Ma è meglio gettare acqua sul fuoco: non vogliamo creare illusioni. Ben venga qualcosa di più, ma per ora l’importante è mantenere la categoria. Poteva andare anche meglio, se pensiamo che col Ravenna invece del pareggio potevamo vincere, ma domenica andiamo fuori casa con l’Alfonsine che è un’ottima squadra; vedremo di che pasta siamo fatti. Ricordo come all’andata, alla prima giornata in casa, fummo colti alla sprovvista e perdemmo subendo quattro gol. Se quella partita fosse durata qualche minuto in più, sicuramente l’avremmo pareggiata».
Il massimo dirigente rossonero ne approfitta anche per sfatare un altro luogo comune. Quello relativo al suo mister Cristiano Buriani, che ogni anno viene messo sulla graticola dagli addetti ai lavori che ne pronosticano il suo imminente esonero. «Visto come la gente fa in fretta a parlare? Tutti gli anni dicono che va via e invece è ancora qui dopo un campionato vinto e il sesto posto in Eccellenza. Il mister gode della massima fiducia della società e i risultati continuano a dargli ragione. Non vedo perché dovremmo mandarlo via, forse qualcuno è invidioso; è brutto dirlo, perché si appare presuntuosi, ma quando si vince è difficile essere simpatici a tutti».
Meglio, quindi, una Portuense “antipatica”, ma vincente che sogna la serie D. «La categoria superiore è senz’altro nei programmi della società, ma non bisogna correre troppo con la fantasia e rimanere coi piedi per terra. Di certo non porto in alto la mia squadra per poi cederla ad altri».
Corrado Magnoni
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