Juventus senza paura E scatta il ricorso per lo stop ad Allegri
I bianconeri predicano calma dopo tre pareggi e la squalifica del tecnico che rischia di saltare Cagliari
TORINO. Dopo 13 mesi, il primo posto della Juventus è in bilico. Per la prima volta dal novembre 2013, i bianconeri potrebbero essere superati dalla Roma. Per questo si sono posti l'imperativo di vincere in casa del Cagliari di Zeman. Poi se il Milan dovesse fermare la Roma tanto meglio, per loro. Ma prendere i tre punti in Sardegna è considerato fondamentale. Nell’anticipo di domani non giocherà uno almeno tra Vidal e Pogba, a quattro giorni dalla Supercoppa italiana in Qatar, contro il Napoli. Allegri deve centellinare gli sforzi del cileno, lontano dalla forma migliore, e dello stesso francese. Juve senza Bonucci, squalificato ed assente per la prima volta in questa stagione, sostituito da Ogbonna, mentre rientra Chiellini. E senza Allegri, squalificato un turno dal giudice sportivo per l’«espressione insultante» che avrebbe rivolto all'arbitro alla fine della partita casalinga con la Sampdoria. Ma la Juventus ha presentato ricorso d'urgenza. Oggi per i bianconeri sarà l'ultimo allenamento prima di Natale a Vinovo: dopo Cagliari, i bianconeri si trasferiranno direttamente a Doha. Dopo tre pareggi consecutivi (Fiorentina, Atletico Bilbao e Samp) alla Juve abituata a vincere sembra un’eternità non prendere i tre punti. Ma Barzagli non sente alcun campanello d'allarme: «Abbiamo incontrato squadre forti e in forma, l'importante è essere primi. Il campionato è ancora lungo e dobbiamo restare concentrati, come sempre». E per chiudere l'anno al primo posto alla Juve serviranno i tre punti contro la squadra di Zeman, poi, nell'attesa di Supercoppa, vedranno in tv come andrà Roma-Milan.
Si ricandida per un posto Morata, 4 gol in campionato. «Potevo - ammette farne qualcuno in più, ma ho spesso trovato portieri in grande forma. Ho dovuto fare i conti con il calcio italiano, che è molto diverso rispetto a quello spagnolo. E contro la Juventus tutti pensano sopratutto a difendersi. Devo adattarmi perchè il cambio si nota abbastanza».
