«Mobyt, il PalaVerde è l’arma in più della De’ Longhi»
Basket A2 Silver. Cortesi, ex dei biancazzurri e di Treviso, introduce la partitissima in programma domenica
FERRARA. Simone è quello che sta tra le pieghe della partita. Gira negli angoli, produce basket nell’oscurità. Si chiama lavoro “sporco”: si nota poco nelle statistiche, pesa molto sulla classifica perché ti fa vincere. Simone Cortesi si esprime a Bergano, serie B, nello stesso girone di Cento. Nelle ultime tre stagioni ha giocato a Ferrara e Treviso. Eccolo, l’ex di entrambe alla vigilia di De’ Longhi-Mobyt, in programma domenica pomeriggio nella Marca. Atto primo dei ricordi del giocatore reggiano: il 2011, quando è nata la Pallacanestro Ferrara. Per imbastire un prodotto vincente, coach Furlani punta su tre elementi. Va alle radici della pallacanestro: costruisce l’asse play-pivot e chiama prima Ferri, poi Benfatto. Subito dopo mette il granatiere nella terra di mezzo: Cortesi, l’ala. «Quella di Ferrara è stata un’esperienza molto importante - sottolinea Simone -: volevo rilanciarmi, scelsi di scendere di categoria. C’era un progetto importante, in una realtà che aspettava solo la scintilla. Abbiamo vinto il campionato, poi l’anno dopo pur soffrendo abbiamo raggiunto l’A2 unica. Mi sarebbe piaciuto continuare questo percorso, invece sono state fatte altre scelte».
Cortesi finisce a Treviso, in serie cadetta. Anche qui un club rinato in una piazza impregnata di storia cestistica. Anche in questo caso l’obbligo di salire di categoria. Invece... «Ne è uscito un anno difficile, con diversi problemi. Adesso, con coach Pillastrini, la De’ Longhi ha trovato equilibrio. Hanno acquisito il titolo di categoria superiore, la società s’è consolidata ed è ambiziosa. Per la storia che ha, Treviso non può che puntare al massimo». E ci sta riuscendo... «Hanno puntato su Pinton e Rinaldi, inserito alcuni giovani come Fabi e Fantinelli. Il ritorno degli americani (Powell e Williams; ndr) e i risultati hanno fatto tornare l’entusiasmo in città. Adesso il PalaVerde è diventato un’arma in più per la De’ Longhi: la Mobyt dovrà stare molto attenta. Vanno quasi in quattromila al palazzo: la società sta valorizzando il movimento».
Ferrara come può rispondere davanti ad una simile corazzata? Cortesi non ha dubbi. Conosce bene le vicende estensi, considerato che è spesso in città essendo fidanzato con la ferrarese Laura Legnani. «C’è un nucleo inossidabile, formato da Ferri e Benfatto: sono alla Mobyt dall’inizio, ci tengono e danno l’esempio. D’altro canto, se vuoi costruire, far maturare un gruppo solido con cui sei partito è necessario». Furlani, colui che ha pianificato il progetto tecnico, è stato esonerato. «Il mio rapporto con lui è stato quello normale coach-giocatore. Nel 2011 mi ha dato fiducia, rendendomi partecipe di un cammino vincente». Lei, quello del “dietro le quinte”: «Faccio un lavoro oscuro, vero. È il mio ruolo principale, che sento di avere nelle corde. Mai preteso di tirare ad ogni azione, nel basket ci sono gerarchie che vanno rispettate. Semmai io prendevo un rimbalzo, facevo una difesa. Un blocco. Fiero di farlo. Mi diverte».
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