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Centese, tuffo nel passato D’Astoli torna in panchina

Centese, tuffo nel passato D’Astoli torna in panchina

Eccellenza. Presentato il nuovo “vecchio” mister: «Spero di portare fortuna» L’imprenditore Girotti al fianco della società con Edoardo e Valerio Giusti

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CENTO. Torna il glorioso passato con Giancarlo D’Astoli che da ieri si insedia ufficialmente sulla panchina della Centese. Ultima in classifica nel girone B di Eccellenza, la compagine biancazzurra si affida alla sua storia per risorgere.

«E’ davvero un tuffo nel passato – dice mister D’Astoli -, sembra di essere tornati indietro a trent’anni fa, quando la gente ci vedeva un po’ come dei visionari, come coloro che volevano vincere, ma non si sapeva se ce l’avrebbero fatta. Invece, ci siamo riusciti e spero di poter portare di nuovo fortuna alla Centese e ricondurla nelle categorie che merita la città».

A questo punto, il drappello di una ventina di tifosi presenti nell’antistadio fa partire il coro «Un ruggito dal Sud». Applausi scroscianti col mister che sorride di gusto: «Adesso basta con le parole, preferisco lavorare sul campo».

Del suo curriculum, già tecnico di Centese, Brescello, Treviso e Spal, c’è poco da aggiungere ma giusto per rinfrescarsi la memoria ecco come viene presentato. «Arrivò da Potenza come giocatore – spiega Valerio Giusti, ex storico presidente della Centese ed oggi suo sostenitore -, con Specchia allenatore vincemmo la C2 contro ogni pronostico. Sono molto legato al mister che a Cento ha lasciato ricordi sportivi e personali fantastici. Ottima carriera. E’ l’unico allenatore che in questo momento poteva sposare la nostra causa, conosce l’ambiente, le persone e soprattutto il suo mestiere».

Di nuovo c’è anche l’altro partner dirigenziale. Si tratta di Roberto Girotti che ufficialmente non ricopre alcun ruolo societario, ma è pronto a dar man forte agli attuali vertici biancazzurri:

«Sono di Modena, ma la mia attività imprenditoriale si svolge in Sardegna – dice Girotti -, arrivo in una società che ha una storia che conoscete tutti. Dobbiamo risolvere problemi di diversa natura, economici e di pensiero. C’è molto lavoro da fare, molti giocatori saranno cambiati da qui a domenica; i nuovi acquisti saranno giovani di categoria o di quella superiore. Dobbiamo centrare la salvezza e programmare un futuro per tornare a vincere. Mister D’Astoli non lo conoscevo, però mi ha fatto un’ottima impressione: è l’uomo giusto con un curriculum che non ha bisogno di presentazioni. Dal punto di vista societario, dobbiamo darci una struttura professionale, ma fatta di molti volontari. Qui c’è un progetto che vuole coinvolgere tutta la città: saremo aperti a tutti coloro che vorranno dare una mano. Punteremo anche sul settore giovanile, non esiste al mondo che in una città ci sia una squadra slegata dal suo vivaio (riferimento alla Sporting Centese presente nella figura di Gianna Ferioli; ndr). Le giovanili devono trovare naturale sbocco nella prima squadra. I giovani meno capaci tecnicamente che ad esempio non sono adatti all’Eccellenza, non saranno abbandonati, sarebbe bello avere anche una squadra amatoriale dove permettere loro di dar sfogo alla propria passione sportiva. Mi sembra in sintesi davvero un bel progetto per la città».

«Vogliamo un cambiamento di rotta calcistico – conclude il presidente Francesco Matera -, nessuno ha venduto la società, Girotti entra per aiutarmi. Dobbiamo invertire la rotta e ce la faremo. Ci siamo affidati a persone competenti per riuscirci, da Valerio Giusti a suo figlio Edoardo che nelle vesti di procuratore Fifa ci darà una mano come consulente di mercato».

Corrado Magnoni

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