Mancini: «All’Inter per affetto» San Siro, Thohir vuole il restyling
MILANO. Istantanea di una vita di calcio, da quando appena ventenne vestiva la maglia della Sampdoria, alla carriera da allenatore tra Inter, City e Galatasaray. Mancini sorride, mentre ripercorre...
MILANO. Istantanea di una vita di calcio, da quando appena ventenne vestiva la maglia della Sampdoria, alla carriera da allenatore tra Inter, City e Galatasaray. Mancini sorride, mentre ripercorre con la memoria i suoi successi aiutato da alcune fotografie. «Se mi chiedete perché ho deciso di tornare, non lo so - ammette sorridendo -. Io stavo tanto bene, avevo programmato settimane di vacanze per i miei 50 anni. Non lo so perché ho preso questa scelta, solitamente credo che non si debba tornare dove si è stati e si è fatto bene. Però l'affetto, per quanto fatto in questi quattro anni, mi ha portato ad accettare».
La società è attenta alla piazza, lo dimostrano anche le parole del presidente Thohir che ha commentato con entusiasmo l'approvazione del progetto per il nuovo stadio del Dc United e ha contemporaneamente mandato un messaggio anche ai nerazzurri: «Lo stadio è la casa dei tifosi, un luogo magico che deve essere coinvolgente sotto ogni punto di vista e aprirsi alla modernità - ha spiegato il patron -. E l'Inter lavora duramente in tal senso». San Siro resterà la casa dei nerazzurri, cambierà magari d'abito. Ma l'Inter non lascerà la Scala del calcio. Parola di presidente.