Mobyt, si apre il “caso” Huff negli Stati Uniti
Basket A2 Silver. L’accusa: non è valorizzato Ma a Treviso non è stato “americano”
FERRARA. Dall’America, il cugino di Troy Huff è letteralmente scatenato: «Bad coaches. Troy Huff needs to play for a different team. Ferrara doesn’t utilize his skill. Why play for this type of organization? No good!», che tradotto significa «allenatori cattivi. Troy Huff ha bisogno di giocare per una squadra diversa. Ferrara non utilizza la sua abilità. Perché giocare per questo tipo di organizzazione? Non va bene!».
Alberto Martelossi è cattivo? Non ci vogliamo credere. Dopo essersi scavigliato nell’ultima azione dell’allenamento di venerdì, al Pala Verde Troy è partito in quintetto, deludendo le aspettative. Gioca 9’26”, il numero 5 biancazzurro, 3’01” durante il primo parziale, 5’32” nel secondo, 53” nel terzo, 0” nel quarto e ultimo, chiudendo con 0/4 al tiro dal campo e -3 di valutazione. Inutile nasconderci dietro a un dito: Huff deve cambiare registro, anche perché la Mobyt non può permettersi sempre di regalare agli avversari un americano. Alla De’ Longhi a maggior ragione, che ha due colored, Powell e Williams, che giocano da americani: così, pure in una serata da 67 punti complessivi, attaccandoti alla difesa e alla fisicità, comunque vinci. Anche e soprattutto se dall’altra parte del campo c’è una compagine, quella estense, che tira con il 15% (avete letto bene) i liberi (2/13) e il 19% da fuori. Così non si vince mai.
Cominci male, poi rientri, ma se nella terza frazione subisci 22 punti e ne mandi a referto solo 6, a niente vale il recupero (12-22 il computo degli ultimi 10’) fino al -9 al 38’.
«Il campionato non ci aspetta, siamo noi che dobbiamo restargli attaccati», ama dire coach Martelossi: niente di più vero. Al Pala Verde in difesa l’urto si è retto, a rimbalzo d’attacco e in attacco no. Ricominciare da ciò che è andato bene aiuterà a fare meglio contro Legnano, al Pala Hilton Pharma, domenica prossima, in quella che sarà l’ultima gara del 2014. Anche in questa settimana coach Martelossi dovrà lavorare sia sull’aspetto mentale che tecnico-tattico della propria squadra, ancora “colpevole” di troppi alti e bassi all’interno degli stessi 40’. E il continuo up&down, a Villorba down solamente, è la caratteristica principale di Troy Huff, ancora forse troppo acerbo per disputare gare da assoluto mattatore davanti a oltre 4000 persone come capitato contro la De’ Longhi domenica. Capitan Ferri e compagni questa sera si faranno gli auguri, dopo di che a una cosa sola dovranno pensare: battere Legnano.
Lorenzo Montanari
