La Nuova Ferrara

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CALCIO SERIE C

Spal insufficiente e adesso il mercato

Solo Menegatti, De Cenco e Di Quinzio chiudono sopra il 6

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FERRARA. Pietro Menegatti è il migliore giocatore della Spal fino a questo momento della stagione. È del portierone, infatti, la media voto più alta relativamente alle 18 partite del girone d’andata fin qui disputate, sulla base delle pagelle stilate dopo ogni incontro da “La Nuova Ferrara”. Con ancora una gara da giocare prima del giro di boa, i voti indicano chiaramente il campionato altalenante della Spal, con molti giocatori lontani dalla sufficienza. Dietro al portierone biancazzurro, al secondo posto troviamo, un po' a sorpresa, l'attaccante Caio De Cenco, che nei pochi spezzoni a lui concessi da mister Oscar Brevi ha saputo conquistarsi un non disprezzabile 6,11. Al terzo posto un altro giocatore utilizzato con il contagocce nella precedente gestione, ma rilanciato alla grande da mister Leonardo Semplici: è Davide Di Quinzio, che con il 7 di Pistoia ha fatto “quadrare” la propria media sul 6.

La difesa. È notte fonda. Nessun giocatore del reparto arretrato della Spal raggiunge la sufficienza. Il giocatore più utilizzato è stato Legittimo (mai assente con Brevi, ma accantonato da Semplici) con 16 presenze e voto medio pari a 5,65. Miglior giocatore è Lazzari: 11 le sue presenze con un 5,9 di media, ma anche un infortunio che ne ha impedito l’utilizzo per parecchie partite. Out a lungo anche Gasparetto, ma il suo 5,55 in nove gare disputate non brilla di certo. Molto lontani dalla sufficienza, tra i più impiegati, anche capitan Giani (14 presenze e 5,57), Silvestri (5,42 in 13 partite), Ferretti (anche un gol per lui, unico realizzato da un difensore) con un 5,7 in 12 partite, e Aldrovandi (5,56 in 8 gare).

L’ibrido e il giovane. Discorso a parte merita il centrocampista Capece, che ha giocato in difesa la maggior parte del suo campionato: per lui 16 presenze e media di 5,67. Una sola presenza, infine, esattamente contro l’Ascoli, per il giovanissimo Rosina (voto 5,5). In definitiva: otto sconfitte in 18 gare e 19 gol presi, una media leggermente superiore a una rete al passivo per gara, hanno inciso sulle valutazioni di questo reparto.

Il centrocampo. Detto di Di Quinzio, anche qui il quadro non è certamente brillante. I giocatori più impiegati sono stati Filippini e Togni: per il primo 16 presenze, un gol e media voto a 5,71; per il secondo una presenza in meno, sempre una rete e un leggermente superiore 5,73. Miglior giocatore del reparto è stato Landi che, per scelta tecnica, quest’anno ha saltato diverse gare: 5,95 di media in 13 partite. Alti e bassi hanno caratterizzato Gentile, tra i principali protagonisti della vittoria recente di Pistoia, ma che ha collezionato anche due 4,5: media a 5,75 in 11 presenze. Finotto ha saputo capitalizzare al meglio i pochi spazi a lui concessi: 15 presenze, di rado per intero, media di 5,91, con tre gol realizzati e una giornata da ricordare a Grosseto. Ha visto poco il campo, infine, il giovane Bellemo, che ha disputato una buona prova contro la Lucchese, ma il suo 6 medio su due gare ha minnor peso speficico.

L’attacco. Il quasi totale digiuno dal gol per lunga parte del girone non può che incidere sul voto delle punte. Detto di De Cenco, nemmeno il capocannoniere della squadra Germinale con 5 reti ha brillato: voto medio a quota 5,5 in 17 partite. Stesso numero di gare di Fioretti (4 gol per lui) e 5,76. Troppo poco in campo Veratti, due spezzoni nei finali a Grosseto e a Pistoia, per poterlo valutare.

Le presenze. Menegatti, oltre ad avere la media voto più alta, è anche l’unico giocatore della Spal a non aver saltato una partita e nemmeno un minuto. Di conseguenza, Albertoni non è ancora stato impiegato, se non in Coppa Italia. Sul podio dei più presenti anche Fioretti e Germinale a quota 17, visto che hanno saltato una sola gara ciascuno per squalifica.

Il mercato. Se questo è il bilancio, chiaramente insoddisfacente e che ha portato al cambio della guida tecnica, l’anno nuovo porterà di certo a un rinnovamento del parco giocatori. Il discorso più avviato, e più urgente vista la squalifica che sconterà alla ripresa Fioretti, è quello di una punta. Potrebbe essere imminente lo scambio con la Casertana, che porterebbe Alessandro alla corte di Semplici e in meridione uno fra Germinale e lo stesso Fioretti. Alternative sono Morga dell’Arezzo e, più difficilmente, Melandri del Forlì. Restando in attacco, De Cenco potrebbe approdare al Mantova. In entrata, per il crentrocampo circolano i nomi di Urso del Vicenza e Mantovani del Renate, per la difesa il ritorno di Sereni dal Pavia. Poi, c’è sempre aperta la pista degli ex Primavera della Fiorentina cresciuti da mister Semplici: il terzino Venuti (Pescara), il centrale Ashong (Latina), la punta italo-ivoriana Gondo. In uscita, come detto, Legittino, Ferretti, fors’anche Capece e qualche punta.

Andrea Tebaldi