Chiara, sulle orme di papà vola veloce fra le onde
La figlia di Stefano Rossi corre Mondiale ed Europeo: “Giro per il mondo e mi diverto un sacco”
Chissà perché, ma i migliori sportivi delle nostre zone sono tutti nati in zone di confine. Così se Jessica Rossi (campionessa olimpica di tiro a volo) è divisa a metà fra Cento e Crevalcore e Marta Menegatti (campionessa europea e olimpionica di beach volley) si divide fra Ariano e Tresigallo, la protagonista di questo articolo è rodigina, ma con tanti legami con Ferrara. In primis per l’inizio della sua carriera, al fianco del campione ferrarese Alessandro Andreotti, poi anche per ragioni di lavoro.
Ma procediamo con ordine. Stiamo parlando di Chiara Rossi, campionessa di motonautica, che ha appena concluso la stagione 2014 con il decimo posto nel campionato Europeo ed il diciassettesimo in quello Mondiale (unica italiana in corsa) nella categoria F2 Inshore.
L’abbiamo raggiunta a Londra, dove vive e lavora attualmente, appena tornata dal Sudafrica per l’ultima gara del Mondiale.
«Sono nata e vivevo in provincia di Rovigo (precisamente a San Bellino, ndr) con i miei genitori e mio fratello. Adesso invece vivo a Londra, ormai da quasi un anno. Qui lavoro in un’enoteca e ho scoperto una nuova grande passione, quella per i vini».
Quando hai iniziato a dedicarti alla motonautica?
«Ho iniziato a correre nel 2003, avevo 16 anni. Prima nella categoria Endurance in coppia o con mio padre (Stefano, ndr) o con il ferrarese Alessandro Andreotti (curava la sezione motonautica alla Canotterieri, ndr), poi sono passata al circuito nella giovanile, poi alla F1000 e ora facciamo il Mondiale e l’Europeo della F2».
Per la cronaca, già nel 2005 Chiara ha ottenuto il secondo posto assoluto nel campionato agonistico Endurance, mentre nel 2011 ha ottenuto il terzo nella classifica finale della categoria F1000.
Una passione di famiglia par di capire...
«Tutto è iniziato perché anche mio padre correva, poi ha iniziato anche mio fratello Massimo (di recente è arrivato secondo nel Mondiale 175cc Hydroplane, ndr). La stagione si è conclusa proprio in Sudafrica, dove eravamo impegnati con l’ultima gara del mondiale di F2, che ci aveva visti protagonisti in ottobre anche in Italia, all’Idroscalo di Milano».
Come va a Londra?
«Ormai ci sono da quasi da un anno. Ero partita per restare solo alcuni mesi, ma penso che rimarrò ancora un pò».
Nostalgia di casa, specie in questo periodo di festa?
«Certo, quella c’è sempre però il bello è sapere che puoi tornarci quando vuoi. Un’esperienza dura ma fantastica».
