La Mobyt si fa operaia E piega un Legnano tosto
Niente luminarie, semmai partita di trincea: ad Hasbrouck non entra un tiro Ma Kenny ci dà in difesa, come Pipitone. Ferri e Amici trascinano il gruppo
FERRARA. Niente lustrini. E luminarie ingabbiate nello scantinato di un campionato sempre più ruvido. Semmai trincea e pazienza. Ginocchia nel fango e la capacità di rialzarsi quando si faceva brusca. La Mobyt scollina il Natale e si affaccia al Capodanno con due punti “sporchi” ma indispensabili. Mette sotto con sofferenza estrema (gratuita in alcuni passaggi) un Legnano che, invero, non appare squadrone. Ottimo e lucido il play di lungo corso Di Bella, frizzante ma non al meglio del suo repertorio il temutissimo Krubally; vivace ma con sostanza relativa l’esterno Merchant. Il resto sono giocatori di buona volontà, tenaci. Di certo non superiori alla Mobyt che sulla carta avrebbe molto di più. Il guaio, anche ieri in un Pala Hilton Pharma che ha regalato un buon colpo d’occhio e tifo “caldo” nei momenti bui, è che i biancazzurri si accendono e si spengono senza apparente motivo. O meglio, appena vanno sott’acqua riprendono buone geometrie e poche forzature. Poi, però, se il punteggio li premia un filo ecco il tiretto fuori ritmo, il passaggino senza senso. E a momenti il finale, che finalmente pareva sotto controllo, stava diventando horror.
Amici insacca i due liberi del 74-68, subito dopo una magnifica tripla di Ferri, quando alla sirena mancano 1’11”. Maiocco (libero da tre) e Krubally non la riaprono. Ecco: con 20” alla doccia i due liberi di Di Bella non angosciano (74-70). Invece Casadei fa 0/4 dalla lunetta, Merchant 1/2 da tre: significa 74-73 con ancora 5” di gioco. Fallo su Ferri e captain Mike, solitamente glaciale, spreca il primo tiro dalla linea della carità (e fanno 5 di squadra in 15”). Il palasport ammutolisce: Ferri insacca il secondo pallone. Sul 75-73 la tripla disperata di Maiocco “muore” lontana dal gol. Per chi ama le emozioni, davvero tutto bello. Però certi match vanno chiusi prima. Molto prima. Non è stata la giornata del talento, dunque non di Hasbrouck cui è entrato nulla. O quasi. Il 4/16 dal campo la dice lunga. Però Kenny, nell’ultimo parziale, s’è appiccicato a pié veloce Merchant e con gambe mobilissime l’ha cancellato: 0 punti nel quarto decisivo per 9’55” dell’Usa ospite. Per “presenza” globale è stata però la gara di Ferri (duro di testa e mai un filo fuori dal seminato) e di Amici, l’unico che può mettere verticalità in area e che gioca bene spalle a canestro. E il suo sfacciato coraggio ha permesso canestri vitali e decisivi. Bravo anche Pipitone, una piovra con quelle lunghe braccia, che ha limitato Krubally. Era stato un buon avvio Mobyt, peraltro: incursioni di Ferri ed Hasbrouck ad aprire la scatola che stritolava Benfatto. Circolazione paziente e tiri chirurgici da tre: 21-14. Poi 27-14 al 12’. Krubally (con due falli sciocchi) rimane in panca 12’ filati, la Mobyt però non scappa. Ferri ne insacca 9 di fila, ad Hasbrouck non ne va dentro uno. Le mani “bollenti” diventano tremolanti, Legnano con i gregari (Petrucci, Maiocco e Navarini) resta in scia: 36-30 all’intervallo.
Legnano sceglie la strada del press alto, che mangia un po’ di secondi agli attacchi estensi. In realtà sono la fretta e il peso di dover vincere a frenare Ferrara: i locali spadellano, Legnano infila 3 triple di seguito. Al 26’ Hasbrouck insacca la sua unica “bomba” e al 30’ siamo 52-50. Legnano ha l’inerzia dalla sua, sorpassa: 52-55. E qui, la Mobyt è brava. Non si disunisce. La difesa è solida. Si aggrappa a Ferri e Amici, Pipitone tiene botta. Tosto. Hasbrouck firma il “+5”, Ferri da tre. Ancora Amici. Okay, uomini e testa ci sono. Okay, quasi scappa con quegli erroracci dalla lunetta. Però è vinta. In trincea.
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