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La nuova Centese spera nel miracolo

di Davide Bonesi
La nuova Centese spera nel miracolo

Parla il consulente societario Edoardo Giusti: «Il progetto non è legato ai risultati e noi crediamo ancora nella salvezza»

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CENTO. Con soli 6 punti conquistati in 18 giornate l’impresa della Centese è a dir poco impossibile. Vero che mancano ancora 16 turni all’appello e che la società si è ristrutturata un paio di settimane fa, ma qui bisogna parlare di miracolo...

«Dobbiamo vincere il campionato, ovvero il girone di ritorno se vogliamo salvarci - le parole di Edoardo Giusti, nuovo consulente di mercato dei biancazzurri -; già con il Torconca prima della sosta ho vista una squadra viva e con l’atteggiamento giusto abbiamo perso per un episodio».

L’obiettivo è tutto rivolto al mercato, per consegnare al nuovo allenatore Giancarlo D’Astoli una squadra di livello e iniziare così la difficile rimonta. Dopo Sebastian Guerrero e Youssouf Koné, arrivati poco prima della chiusura delle liste, ecco Boccaforni dal disciolto Viggiano (club di Eccellenza), poi tanti giovani.

«Con poco tempo a disposizione si dovevano ottimizzare le scelte. In primis mettere a posto il discorso dei fuoriquota avendone ben tre da mettere in campo. Alla Centese ci sono tanti ’94 ma un solo ’95 di livello, quindi abbiamo portato Mazzilli, esterno d’attacco, e Pergamo, mezzala. poi, ancora, il ’94 Lorenzo Loi , esterno-trequartista dall’Arzachena, squadra in serie D sarda. Il problema era pescare giocatori che si potevano svincolare, qualcuno siamo riusciti a portarlo qui a Cento».

«Poi l’obiettivo - continua - si è spostato sui giocatori per la spina dorsale della squadra, difesa, centrocampo e attacco, quest’ultimo ancora carente. In difesa è arrivato appunto Sebastian Guerrero, ex Taranto, cresciuto nelle giovanili di Boca Juniors ed Almagro. Mancino, è un giocatore veloce, bravo nell’anticipo e di personalità, importante per la categoria. A centrocampo ecco invece Youssouf Koné, ’83 per anni titolare in Lega Pro (Viterbese, Legnano, Castel di Sangro, Vittoria, Gela, Lucchese, Pro Sesto, Cassina e Latina le squadre) cresciuto nelle giovanili dell’Inter, arrivato dalla Nuorese in serie D. È un giocatore di caratura superiore, per lui come per Guerrero abbiamo battuto sul tempo società importanti. Ora abbiamo altri due giocatori che saranno probabilmente tesserati a breve, si tratta di un attaccante e di un altro difensore centrale. In seguito vedremo per il portiere, preferibilmente giovane: c’è già una trattativa aperta, per portarla a termine dovremo aspettare l’apertura delle liste di svincolo nei professionisti (prevista a gennaio, ndr)».

Certo, prendere giovani in giro quando a Cento c’è una società, lo Sporting, che sta ottenendo grandi risultati ma è slegata dalla Centese...

«Stiamo lavorando anche per sistemare la questione. Io ho un ottimo rapporto con Marco Amelio e Claudio Scagliarini (presidente e direttore tecnico dello Sporting, ndr), quindi auspichiamo di mettere a posto le cose. Li seguo da tempo, hanno dato calciatori a club professionistici, segno che lavorano molto bene».

Diciamo che il punto di forza principale è D’Astoli, uomo che a Cento è noto come calciatore e come allenatore.

«Sicuramente Giancarlo è un valore aggiunto. La situazione nata subito bene: lui aveva voglia di rientrare nel giro, noi lo conosciamo bene e ha le caratteristiche giuste per prendere una squadra in corsa, sa dare grinta, compattezza e mentalità. Lo conosco quando ero nei Giovanissimi della Centese e mio padre (Valerio, ndr) dirigente ed anche presidente: D’Astoli aveva appena smesso di giocare, fece subito capire di avere la stoffa per fare il mister, dopo vince uno storico campionato con la Berretti della Centese e poi fu promosso in prima squadra al posto di Cagni ottenendo risultati importanti. La sua carriera parla da sola, certo la classifica è preoccupante, ma avere lui è un notevole vantaggio».

Ma il progetto ‘nuovo’ non è legato alla salvezza.

«No, è un progetto a lungo termine. La nostra idea è comunque quella di proseguire, cercando ovviamente di organizzare le cose nel modo migliore. Roberto Girotti è entrato al fianco del presidente Matera per ampliare le prospettive societarie in una piazza importante. Poi noi crediamo ancora nella salvezza, già andare ai play out - conclude Giusti - invece della retrocessione diretta potrebbe aiutare in ottica ripescaggio. Ma non saranno questi mesi a condizionare lo sviluppo del progetto».

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