L’anno orribile di Prandelli tra Nazionale e Galatasaray
ROMA. Nessuno lo avrebbe immaginato dodici mesi fa, ma il 2014 si è rivelato per Cesare Prandelli un anno da dimenticare. Sarebbe stato difficile, se non impossibile, immaginare una parabola...
ROMA. Nessuno lo avrebbe immaginato dodici mesi fa, ma il 2014 si è rivelato per Cesare Prandelli un anno da dimenticare. Sarebbe stato difficile, se non impossibile, immaginare una parabola discendente come quella vissuta, tra Mondiale brasiliano ed esperienza turca al Galatasaray, dall’ex ct azzurro, diventato suo malgrado il simbolo della sconfitta dello sport italiano.
E pensare che di questi tempi, nel 2013, si apprestava a vivere un anno da protagonista. Aveva ottenuto la qualificazione in modo brillante, e fatto bella figura a giugno nella Confederations, e la sua squadra veniva considerata tra le più interessanti della rassegna brasiliana, grazie anche al gioco propositivo messo in mostra che aveva portato gli azzurri anche alla finale di Euro 2012. Il destino per lui sembrava roseo, invece si è rivelato a tinte fosche, con l'eliminazione al primo turno del torneo iridato, com’era successo quattro anni prima in Sudafrica alla squadra di Lippi. Il gol di Godin ha evidenziato carenze già viste nel match contro il Costarica. Infatti la personalità del ct non aveva mai inciso, sbagliata si era rivelata la scelta del ritiro “tropicale” a Mangaratiba, e incerta pure si era dimostrata anche la sua conduzione tecnica, con la convocazione a sorpresa di Cassano. Poi il Galatasaray (ambiente sempre molto caldo) con 6 vittorie, 2 pareggi e 8 sconfitte in 16 match.