Biondelli convocato nell’Under 17
Dal Cus all’Accademia e ora l’Italia: «Voglio imporre il mio gioco»
FERRARA. Dopo anni, un giocatore cussino torna a vestire una maglia della nazionale di rugby. Si tratta di Michelangelo Biondelli, prodotto del vivaio estense, oggi in forza all’Accademia federale Under 18 di Rovigo, assieme agli altri due cussini Scanavacca e Bellunato. Ad inizio stagione con Scanavacca è passato alla FeMi Cz Rovigo, per continuare quel processo di maturazione che potrebbe portarlo lontano e Natale gli ha portato un bel regalo con la chiamata nel gruppo dell’Under 17 che inizia i lavori in vista della stagione. In passato parecchi cussini hanno vestito le maglie del rugby azzurro come Ambroso, poi Lanza e Colombo negli anni ’70; proseguendo nel tempo Spaccamonte, Romanini, Angelini, Balboni, Teodorini, Bregoli, Fratini e Scapoli che è stato quello che ha indossato l’azzurro ai livelli più alti.
«Decisamente un bel regalo, non potevo chiedere di meglio - dice Biondelli -: me l'ha detto il mio manager in aula studio; quando è arrivato vicino a me mi ha sussurrato all'orecchio: “sei stato convocato, bravo”. Ho chiuso i libri, ho guardato nelle e-mail... ed era tutto vero, ero dentro. Ho gioito con i miei compagni d'accademia poi ho chiamato casa».
«Sapevo di avere buone possibilità di convocazione, anche perché nell'ultima partita giocata avevo offerto una buona prestazione. Ovviamente da quando erano usciti i possibili 74 non pensavo ad altro. Conosco altre 2 aperture, abbiamo diversi stili di gioco, vado là con l’idea di imporre il mio».
Biondelli spiega com’è la giornata in Accademia... «Mi trovo molto bene, ho legato con i compagni: siamo diventati una grande famiglia. Rovigo è bella, all'inizio ho avuto qualche problema con il dialetto, ma mi sono ambientato. L'organizzazione è ottima, ci aiutano in tutto, dallo studio a qualsiasi altro problema, in modo che noi possiamo concentrarci in pieno sul rugby. La giornata tipo parte con sveglia colazione alle 6.30. Alle 7.15 parto con la bicicletta e vado in stazione, dove arriva la navetta che porta a scuola. Parto così presto perché facendo agraria il mio istituto è in aperta campagna».
«Alle 14 mangiamo in club House al Battaglini e studiamo fino alle 16 con i tutor. Poi inizia lo sport. Facciamo analisi video per parlare della partita, di cosa faremo durante l'allenamento e prepariamo le partite guardando i video degli avversari. Ci alleniamo fino alle 20 fra campo e palestra. Poi alle 20,30 si cena in club House - riprende Biondelli -, quindi rientriamo in convitto. Due chiacchiere e tutti a letto. È una vita dura, che comporta molti sacrifici, ma se si vuole andare avanti è senz'altro la scelta giusta. Il sogno nel cassetto è continuare su questa strada fino ad arrivare...». (d.c.)
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