«Vigarano, quando l’intelligenza ha battuto i dubbi»
Basket serie A1/F. Coach Ravagni spiega la svolta E adesso le biancorosse sono in piena corsa salvezza
VIGARANO MAINARDA. In paese il basket femminile nasce nell'estate del 2005 quando viene formato un roster che, al talento di gloriose giocatrici del passato, unisce giovani speranze locali. Con ambizione veniva annunciata la volontà di scalare in fretta il ranking nazionale. Dalle promesse arrivarono subito i fatti, perché il primo anno Vigarano vince subito il campionato di C. La scalata continua inarrestabile e nel campionato 2011/12 arriva la promozione nella massima serie. Per cause di forza maggiore, il terremoto, la società decise di rinunciare alla A1 ripartendo dalla A3 e, dopo due consecutive promozioni, la Pallacanestro Vigarano sta vivendo quest'anno l'esaltante esperienza di giocare nella massima serie con tutto il gotha del basket femminile. In nove anni dalle “ceneri” della C all'altare dell'A1, un'impresa da Guinness compiuta con alla guida sempre lo stesso staff tecnico: coach Raffaele Ravagni e il suo vice Fabio Frignani. Entrambi vivono e risiedono da anni in paese ed hanno smentito, in modo clamoroso, il detto che nessuno è profeta in patria.
Dopo otto giornate in A1 la Pallacanestro Vigarano aveva conquistato una sola vittoria poi, nelle ultime cinque gare, sono arrivate ben quattro successi che hanno permesso alle biancorosse vigaranesi di chiudere il girone di andata con 10 punti in classifica. «Siamo in crescita - spiega coach Raffaele Ravagni -: questo è indubbio. Sapevamo che ci sarebbe voluto del tempo per amalgamare il gruppo visto il rinnovo praticamente totale della squadra. Forse potevamo accelerare i tempi, ma abbiamo dovuto fare i conti con l'inesperienza e la giovane età di molte giocatrici. Provenienti da campionati minori dove, onestamente, c'è un abisso al confronto con l'A1. Tra le difficoltà da superare c'è stato anche la diversità di lavoro che per molte ragazze è stata una novità difficile da metabolizzare».
Ad un certo punto qualcosa è cambiato, qual è stato il motivo?
«Quando l'intelligenza delle giocatrici ha avuto il sopravvento sulla diffidenza spazzando via ogni dubbio e iniziando a lavorare ancor più duramente. Questa la molla che ha fatto scattare il cambio di marcia. La strada è ancora lunga, lo sappiamo, ma ora ci sono i presupposti per far bene con continuità se aggiustiamo ancor di più i meccanismi difensivi e lavorando di squadra».
Prospettive e speranze per il futuro?
«Siamo in zona playout e questo non è rasserenante perché c'è il rischio di giocarsi la categoria in poche partite dove la tensione può giocare brutti scherzi. Il nostro obiettivo deve essere quello di agganciare al più presto le squadre del piano di sopra. Ce la faremo? Credo di sì se manteniamo alto l'entusiasmo, come è stato nelle ultime partite, e lavorando duramente e senza distrazioni in palestra». Però domenica al PalaVigarano arrivano le scudettate di Schio, impegno proibitivo sulla carta.
Giuliano Barbieri
