Podisti in festa con una punta di amaro nel finale
Premiati dall’Uisp 190 atleti. Il presidente Fergnani: autorità sportive assenti, peccato
FERRARA. Grande successo della “Festa del podismo” Uisp di Ferrara, svoltasi al centro sociale di Pontelagoscuro. Quasi 300 i presenti e dopo la cena si sono svolte tutte le premiazioni dell’attività annuale delle Lega atletica/podismo uispina di Ferrara. L’evento ha illuminato l’intensa e qualificata attività della Lega: ben 58 manifestazioni annuali, dalla camminata alla maratone con il fiore all’occhiello del “trofeo Città di Ferrara e Otto Comuni”. Storiche manifestazioni che corrispondono ai fini della Lega, valorizzando al massimo agonismo e attività non competitiva. Nonché partecipazione associativa.
La premiazioni hanno interessato 190 atleti della varie categorie: dai Pulcini ai Veterani del “trofeo Città di Ferrara”, di corsa campestre, campionati provinciali di mezza maratona e corsa su strada. Sempre nella stessa serata sono state premiate una settantina di società del “trofeo Città di Ferrara” e dei campionati provinciali di mezza maratona e di corsa su strada. Poi i premi podistici Caffè Krifi ed Erregi Sport, terminando con la Coppa Uisp Ferrara. Le premiazioni sono state svolte dal presidente di lega provinciale Luigi Fregnani, dal presidente provinciale uispino Enrico Balestra e dal presidente regionale Cristian Mainini.
«La Lega provinciale atletica Uisp di Ferrara porge un sentito ringraziamento a tutti coloro che in qualsiasi forma hanno contribuito a questo successo - ha affermato il presidente Fregnani - : dalle società ai volontari della Lega, dai podisti al gruppo giudici di gara Uisp della Lega e a tutti quelli (spero nessuno) che ho dimenticato. Purtroppo rimane una “punta” di rammarico per l’assenza delle autorità sportive locali a questo nostro importante evento e per la scarsa considerazione verso questo sport. La Lega atletica Uisp sarà impegnata anche per la prossima stagione sportiva per tentare di ripetere il positivo 2014, con la speranza che dopo la Spal e gli altri sport, gli enti diano una occhiata ai cosìdetti “sport poveri”, ma che hanno una forte ricchezza associativa e sociale».
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