Spal asfittica, ko con la Reggiana
Andata chiusa con la 5ª sconfitta interna. Non bastano neppure 30’ in superiorità numerica
FERRARA. Corsi e ricorsi storici. Tutto si ripete. Spal 2014/2015 come quella della scorsa stagione: 2013 chiuso vincendo a Bellaria, 2014 iniziato perdendo in casa col Renate. In questo campionato, 2014 terminato con l'exploit di Pistoia e anno nuovo cominciato ieri sera con la sconfitta casalinga nel derby contro la Reggiana. L'illusorio colpaccio toscano ha ingannato chi voleva esserlo. I biancazzurri sono di grana estremamente scarsa.
Spal in campo con la formazione quasi annunciata, nel senso che Aldrovandi ha vinto il ballottaggio con Silvestri. Mister Semplici ha quindi confermato per dieci undicesimi la squadra che ha sbancato Pistoia, con Germinale al posto dello squalificato Fioretti. In tribuna il neo-acquisto Zigoni. Reggiana con la sorpresa di Tremolada in luogo del veterano Alessi: preferita la freschezza (come se non bastasse quella meteo...). Moduli speculari: 4-3-3, anche se la Spal in fase difensiva si è disposta col 4-1-4-1. Granata subito pericolosi: dopo 25 secondi Ruopolo ha indirizzato malignamente sotto la traversa, costringendo Menegatti ad inarcarsi all'indietro per alzare in corner. La risposta della Spal al 4' con una sberla di Togni: destro dal limite, di poco alto. Poi una lunga fase di stanca. Gara modesta, con alto tasso di imprecisioni assortite. Reggiana più squadra, biancazzurri vulnerabili centralmente. Infatti al 15' Ruopolo ha toccato per Bruccini infilatosi in mezzo ai due difensori centrali spallini: solo davanti a Menegatti, il granata ha però... passato il pallone al portiere.
La Spal? Le idee di mister Semplici, ancora una volta, si intuiscono. Mancano gli interpreti. Linea difensiva più alta, ma in difficoltà nel mezzo e sui “tagli” degli attaccanti esterni (quello che si dovrebbe fare in un 4-3-3...). Squadra lenta, soggetta a molti errori, senza idee, prevedibile, priva di sbocchi in avanti e di profondità. Un po' di vivacità solo quando Lazzari mulina sulla destra. Basta. Stop.. Regia in controllo. Ed in gol al 43': cross da destra, pallone che si impenna, Ruopolo di testa a far da ponte per Siega che sempre di testa la butta dentro, a due passi da Menegatti. Al di là della posizione dell'attaccante ospite (fuorigioco, sembra dalla tribuna), va sottolineata la staticità dei difensori spallini. Non una novità.
In avvio di ripresa Spal impacciata e francamente inguardabile. Poi un abbozzo di reazione. Al 14' fallaccio di Siega su Togni. Punizione affidata a Giani il cui sinistro a girare ha fatto il solletico al palo. Dentro Filippini per Landi. Spal aggrappata alle volate di Lazzari, che al 19' con l'ennesimo sprint ha provocato l'entrata di Mignanelli: secondo giallo ed espulsione. Colombo per ripristinare la linea difensiva “a quattro” ha quindi immediatamente inserito Parola per Tremolada, col neo-entrato a centrocampo e Siega arretrato terzino sinistro. Spal a spingere, Reggiana chiusa. I biancazzurri però hanno faticato tremendamente a trovare varchi. Troppi errori di passaggio, assenza di soluzioni e di peso offensivo. Semplici ha cercato di ovviare mandando in campo De Cenco al posto di Finotto, con Di Quinzio traslocato a sinistra. Ma De Cenco non è attaccante esterno destro da 4-3-3. Al 39' fuori un fischiatissimo Togni per Veratti: tutto per l'attacco. Un minuto dopo occasionissima proprio per Veratti, la cui conclusione ha costretto Feola ad un intervento impegnativo. L'iniziativa della Spal avrebbe meritato il pareggio, la Reggiana non ha più giocato. Ma i limiti biancazzurri sono parsi ancora una volta sotto gli occhi di tutti. Così è maturata l'ennesima sconfitta interna (la quinta; sei gare consecutive senza segnare; ultima vittoria il 28 settembre contro la Lucchese). Per correggere i difetti e rimediare servirebbe molto più, sul mercato, di qualche riserva altrui, imberbe o meno.
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