Spal, ora servono interventi radicali
Tanti e gravi limiti. Va posto rimedio, col mercato e non solo
FERRARA. Tre mesi, una settimana e un giorno. A tanto ammonta il digiuno di vittorie interne della Spal. Sono sei gare consecutive (con Teramo, Ancona, L’Aquila, Pisa, Carrarese e Reggiana) prive del sapore del successo, e tutte senza gol all’attivo. Se non è record (per nulla invidiabile) poco ci manca. Lunedì sera, contro la Regia, è addirittura arrivata la quinta sconfitta casalinga. La seconda, in altrettante partite, della gestione Semplici.
Le attenuanti non mancano. Il tecnico ha ereditato una squadra in difficoltà a livello fisico e mentale, allenata più per la maratona che per le esigenze del calcio. Per mettersi a regime serve tempo, ed il tempo non è tanto, perchè più trascorre e più si rischia (i play out sono a 2 punti). Inoltre non è facile cambiare atteggiamento e mentalità. Semplici ci sta provando, si vede che la filosofia è diversa, che ora si vuole provare a giocare. Il paradosso è che se cerchi la strada della manovra risaltano ancor più le lacune della squadra. Che non può metterla nemmeno sull’aspetto fisico perchè in questo è penalizzata: lenta, pesante, poco reattiva, sempre in ritardo come evidenziato anche con la Reggiana. In definitiva: il quadro è complesso, grave. Questa Spal è stata assemblata male, ed ha ben poca qualità. Semplici, nel suo lodevole tentativo di aggiustare le cose, ha impostato il 4-3-3, il modulo che predilige. Ma le indicazioni del campo dicono o che tale sistema non è adatto alle caratteristiche degli uomini in organico, o che l’allenatore sbaglia alcune scelte: Lazzari terzino è sprecato, perchè - al netto del tasso di imprecisione al cross o al tiro - è l’unico che può dare ritmo, velocità, che riesce a saltare l’uomo: giocasse più avanti, avrebbe meno campo da coprire e potrebbe incidere di più. La coppia centrale non si sposa: Aldrovandi e Gasparetto hanno struttura identica, sono entrambi destri, quando si gioca contro una sola punta nessuno dei due si stacca a dare copertura all’altro. Giani non è un terzino sinistro. Il centrocampo è lento, impreciso e scontato nella trasmissione del pallone, non solo nel passo. Il reparto contro la Reggiana non ha fatto un movimento per andare a “prendere” il 7 granata (Maltese) che è sempre stato libero di gestire il pallone. E dai centrocampisti non c’è mai stato nemmeno un movimento per liberare lo spazio. Gli attaccanti esterni non fanno un “taglio” che uno, così come non saltano l’uomo. Di Quinzio rende di più a sinistra che a destra, perchè da sinistra può rientrare e calciare. Davanti, Germinale - poco assistito ed oltretutto al centro delle ipotesi di mercato - dà sempre l’idea di essere in guerra con tutti (compagni, avversari ed arbitro) e la cosa non è produttiva. Morale? Urgono interventi. Radicali. Sul mercato, dopo le cessioni dei non rimpianti Legittimo (al Grosseto) e Ferretti (al Matera, ufficiale da ieri pomeriggio) e l’arrivo di Zigoni (dal Milan ma era al Monza; si spera a di averlo sabato a Pontedera se la crisi del club brianzolo non creerà problemi burocratici. Il Monza ha comunicato che «... da domani (oggi; ndr)nessun Dirigente della Società si prenderà la responsabilità di una normale continuità delle attività dell'A.C. Monza Brianza 1912»), c’è la necessità almeno almeno di un terzino sinistro, di un difensore centrale, di uno o due centrocampisti, di un attaccante esterno. Si parla di Nava, di Gerbaudo, di Sanseverino. Vedremo. Serve gente che abbia qualità, rapidità e personalità. Giocatori già col ritmo partita, prendere chi non gioca significa aspettare un mese prima di vederli in forma. E serve qualche leader, uomini motivati e che non abbiamo paura: quando si ha palla negli ultimi metri bisogna andare dentro, tirare. Tutti requisiti non facili da reperire a gennaio. Per questo motivo saranno indispensabili anche precise scelte da parte di mister Semplici. Si devono avvallare delle partenze? Lo si faccia alla svelta. Si deve rinunciare a qualche senatore? Non si esiti. E’ necessario adattare il modulo agli uomini e non il contrario? Si proceda.
Cantiere vasto e non semplice. Legato anche a tutte le variabili di mercato. Auguri.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
