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Varricchio soddisfatto della sua Berretti

Varricchio soddisfatto della sua Berretti

Settore giovanile. Il bilancio del tecnico: «Crescita evidente». Il neo-acquisto Rosetti subito in evidenza

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FERRARA. Per Massimiliano Varricchio un anno iniziato da veterano della Lega Pro e capitano della Spal, poi conclusosi da matricola nei panni dell'allenatore della Berretti biancazzurra. Guardandosi indietro, Max non ha grossi rimpianti: «Forse avrei potuto giocare qualche anno in serie A, ma ho la coscienza a posto. Ho sempre dato il 100%. Fa parte del mio carattere, sono consapevole dei miei mezzi, se non ho raggiunto la A, vuol dire che il mio livello era quello, ma ho avuto tante soddisfazioni».

Ultima in ordine di tempo la promozione nella Lega Pro unica condita dal titolo di capocannoniere di categoria indossando la fascia di capitano della Spal. Un traguardo raggiunto che cela anche l'unico rimpianto del 2014: «Se proprio devo indicare un momento brutto, dico la scelta di aver smesso di giocare. Però è stata una mia scelta, prima o poi andava fatta, ho avuto un'altra occasione».

Rammarico acuito dal livello tecnico espresso dalla categoria, forse c'era ancora posto per Varricchio in questa Lega Pro: «Onestamente dico di sì. Ma è un discorso che non riguarda l'organico della Spal. Il livello della categoria è basso. Non ha niente a che vedere con la serie C di qualche anno fa. Ci sono troppi giovani e poca esperienza».

Giovani giocatori che Varricchio è chiamato a plasmare nel ruolo di allenatore della Berretti spallina: «Questi primi mesi hanno rappresentato un'esperienza totalmente positiva. E' bello il rapporto che ho con i ragazzi a cui voglio un gran bene. Ovviamente ho tanto da imparare e Massimiliano Zanoli mi dà una grande mano, ma cerco di trasmettere la passione per quello che faccio, la passione del gioco del calcio, le esperienze vissute. La grande delusione è stata il 6-1 contro l'Inter, però sono partite che ti fanno crescere. Difettiamo ancora in fase di finalizzazione, ma c'è stata una crescita dal punto di vista dell'intensità, della determinazione e voglia di arrivare. Infatti abbiamo raccolto 7 punti in altrettante gare, poi 15 nelle successive sette. Chiuderemo l'andata a Forlì, ma finora sono soddisfatto».

Tra i vari Laquaglia, Sorrentino, Concas, Scarpi e Atzori che hanno già avuto modo di affacciarsi in prima squadra, nel periodo di forte emergenza sono emerse le prove del difensore Andrea Curci ('97) e del jolly Federico Merighi ('97): «Curci col San Marino ha mostrato quella personalità che deve abbinare alle sue potenzialità tecnico-tattiche. Merighi si allena con grandissima determinazione e applicazione. Ha un ottimo senso tattico, può essere impiegato in qualsiasi ruolo ».

Berretti spallina che è in zona play off e forse avrà bisogno di qualche nuovo elemento per infoltire la rosa: «Da poco si sono aggregati due nuovi acquisti: Enrico Raspadori ('97) esterno dal Sassuolo e Paolo Rosetti ('97), punta, dall'Imolese». Quest’ultimo ha subito brillato con una doppietta nell’amichevole di lunedì contro la Virtus Castelfranco.

Pasquale Matarazzo

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