Argentana, Berra e Copparese con la rosa all’osso
Coperta fin troppo corta per tre società in difficoltà Cessioni e addii per motivi di lavoro hanno creato guai
FERRARA. Domenica riprendono i campionati regionali e la coperta di certe squadre è fin troppo corta per resistere alle rigide temperature che si prospettano. Giochi di parole a parte, in Eccellenza, Promozione e Prima categoria praticamente tutte si sono mosse sul mercato, ma qualcuno non c’è proprio riuscito nonostante la situazione in classifica e di organico lo richiedesse. Non accuse all’operato delle società, sia ben chiaro, ma dati di fatto su cui si possono fare alcune interessanti riflessioni.
In Eccellenza, ad esempio, l’Argentana che tra l’altro non ha fatto amichevoli durante la pausa (una a dire il vero era in programma il 5 gennaio, ma il Reno Centese si è ritirato per mancanza di giocatori in quella data) rischia di perdere Grazhdani, la punta che è in prova in Ungheria per giocare nei professionisti. Dal mercato non è arrivato nulla, anzi sono partiti la punta Panzavolta e il difensore Scaramelli; il penultimo posto a pari merito preoccupa e ai granata servirà un periodo simile a quello avuto tra la nona e la tredicesima giornata che aveva risollevato le l sorti.
Stesso dicasi per la Copparese che ha perso ben quattro giocatori (Franceschini, Cavallari, Vecchiattini e Veronese) e al cui posto non è arrivato nessuno. E per domenica mancano pure Ferrara, Nalli e Tidon squalificati, un vero dramma per i rossoblù che pure hanno cercato fino all’ultimo rinforzi sul mercato.
Stesso dicasi, in Prima categoria per il Berra, che nonostante innumerevoli sforzi deve sempre far fronte all’emergenza formazione e che non è riuscito a trovare quei giocatori, specialmente un difensore, di cui necessita dall’estate scorsa. I motivi di questo disagio, che per alcuni ha i contorni di un disastro, vanno cercati in queste tre cause addotte dalle società stesse.
In primo luogo la crisi economica che impedisce adeguati rimborsi a chi viene da lontano e per questo si cerca solo in zona. Secondo, la mancanza di giovani che smettono dopo la juniores e quindi insufficienti a permettere il ricambio generazionale. Terzo, lavoro e studio i cui impegni impediscono anche a giocatori affermati nei dilettanti di proseguire col calcio. Ancora di salvezza sono quei giocatori in là con gli anni che hanno ancora tempo e voglia di mettersi gli scarpini.(c.m.)
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