È una Spal da retrocessione
Squadra lenta e senza gioco: ko anche a Pontedera. Per Semplici 3ª sconfitta in quattro gare
Seconda trasferta a Pontedera e seconda sconfitta per la Spal. Il ko col Tuttocuoio costò la panchina a Brevi, quello di ieri con i granata ha rappresentato la seconda battuta d'arresto consecutiva dei biancazzurri, la terza in quattro gare della gestione Semplici. Una media da retrocessione, per una squadra di grana complessiva decisamente misera.
Niente stelle
Pontedera privo della stella Grassi e delle altre punte Cesaretti e Scardina, infortunate. Spal con la formazione annunciata: Di Quinzio in panchina dopo il guaio muscolare dell'altro giorno; Aldrovandi out per influenza; i neo-acquisti Nava e Zigoni sul banco dei supplenti; Germinale non convocato, De Cenco in tribuna: inequivocabili segnali di prossima cessione per i due attaccanti. Pronti via e Spal subito pericolosa: Gentile, dopo 20 secondi, parte palla al piede e appena dentro l'area scarica il destro obbligando Cardelli ad un bell'intervento. Fuoco di paglia. I biancazzurri trotterellano, i toscani assistono timorosi ma controllano. All'11 Togni recupera palla al limite e conclude di destro, di poco alto. I tanti limiti spallini sono comunque latenti ed emergono impietosi alla prima occasione. Il centravanti locale Libertazzi lavora indisturbato il pallone al limite e lo scarica a destra, in area, per il liberissimo Luperini che prende la mira e batte Menegatti.
Passivi
Situazione leggibilissima, ma Spal lenta e passiva: Gasparetto e Giani potevano e dovevano fare meglio. Da lì, un pianto. Manovra prevedibile, mai uno sbocco, mai una verticalizzazione, centrocampo preso in mezzo ed in difetto di passo rispetto a Luperini, Caponi e Settembrini. Sì, al 21' Fioretti chiama Cardelli alla parata, ma è un episodio isolato. Al 24' Menegatti mette in angolo su gran tiro di Settembrin. Al 39' Di Santo tira “a girare”, di destro, da sinistra, e Menegatti vola a deviare in corner. Con i suoi mezzi limitati, il Pontedera fa ciò che deve, o ci prova. La Spal? Male. Un abbozzo di azione al 45': Togni apre a sinistra per Landi che pesca Fioretti libero al centro dell'area ma il centravanti sbaglia il controllo e addirittura incespica. Non ci siamo, sia a livello collettivo che individuale.
Un mischione
Nella ripresa subito un mischione da corner a favore, per la Spal. Poi, immediatamente dentro Di Quinzio per il più che negativo Finotto. Ma allora, Di Quinzio poteva giocare... O no? Al 10' ecco il debutto di Zigoni, inserito al posto di Landi. Assetto più offensivo: 4-2-4. La Spal guadagna metri, il Pontedera è tremebondo. Il livello globale resta da partitaccia. Ed al 23' la Spal si salva in angolo su combinazione Di Santo-Settembrini. Poi non può protestare sul... gol di Fioretti perché è già stato segnalato il fuorigioco. Poco dopo, Zigoni di testa mette fuori. Ma quello della Spal è uno sconsolante ruminare ai 2 all'ora. Puntualmente punito dal tecnico Di Santo che al 29' si accentra da sinistra e di destro la piazza sul palo più lontano. Signori, diciamocelo: è una Spal da retrocessione, costruita male, assemblata male, senza qualità, personalità, ritmo e gioco.
Dentro Nava per Filippini, Lazzari avanza, Silvestri va terzino destro e Giani centrale. Il calcio vive di impredibilità ed al 35' il Pontedera regala il rigore, su incursione di Togni, che riapre la gara: trasformazione di Fioretti, col brivido. Il pareggio potrebbe arrivare al 43' su conclusione ravvicinata ed a colpo sicuro di Gentile ma Cardelli sfodera il miracolo. Fosse anche arrivato il 2-2, il giudizio e la sostanza non sarebbero mutati. Che tristezza.
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