Spal, disastro annunciato Rischio play out concreto
I limiti della squadra sono gli stessi evidenziati già ad inizio campionato Solo 1 punto di vantaggio sulla zona-rossa. Ora due scontri diretti decisivi
FERRARA. La famosa squadra “di struttura” («Perchè in C si vince con la prestanza fisica e sfruttando le palle inattive»), con la struttura si fa regolarmente infinocchiare da chi non l’ha, e grazie a schemi ridicoli (dopo quelli di Brevi, adesso abbiamo la barriera che si posiziona dietro quella avversaria sulle punizioni a favore dei biancazzurri) non ha ancora risolto una gara con le palle inattive. Finora, per carità. Comunque, nulla di nuovo. Le problematiche spalline, alle radici della classifica più che deficitaria dei biancazzurri, sono note. Annunciate. Annunciatissime. Le stesse da inizio campionato. Così, la realtà dice: appena 1 punto di vantaggio sulla Lucchese, quindi sui play out.
Sette squadre in 3 punti
La fortuna della Spal è che c’è ancora (quasi) un girone intero (mancano 18 partite al termine della stagione regolare) e che l’equilibrio di questo mediocre torneo è tale che tutto è possibile. Anche risollevarsi relativamente in fretta. La graduatoria dice che ci sono ben sette squadre racchiuse in appena 3 punti: Grosseto, Tuttocuoio e Pistoiese a quota 26; Forlì e Savona a 25; Spal a 24; Lucchese a 23 (poi, se vogliamo, mettiamoci Prato a 21, e Santarcangelo a 19). Giochi apertissimi, dunque. A patto che la Spal si metta a fare risultato. Gli uomini di mister Semplici sono ora attesi da due scontri diretti: quello interno di domenica con il Savona ed il successivo (sabato 24) a Santarcangelo. Partite da vincere, se si vogliono scalare posizioni e portarsi in una zona un po’ più tranquilla prima del non semplice trittico Gubbio (al “Paolo Mazza), Ascoli (in casa della capolista) e Lucchese (altro scontro diretto, al “Porta Elisa”).
6 sconfitte in 7 gare
Per riuscirci bisogna immediatamente invertire la tendenza. Le cifre, eloquenti, parlano di 6 sconfitte nelle ultime 7 partite, a fronte di 1 sola vittoria. Bottino (si fa per dire): 3 punti su 21 a disposizione. Un bilancio catastrofico, imputabile non solo a mister Brevi (che ha diverse responsabilità, ma non tutte), visto che la gestione-Semplici (con tutte le attenuanti che può avere il nuovo allenatore) parla comunque di 3 ko in 4 match. La Spal deve uscire dalla spirale negativa, iniziando a battere il Savona. Tornare alla vittoria significherebbe superare i liguri e riacquisire un minimo di serenità e fiducia. Oltretutto, c’è un preciso obbligo - o una necessità, se si preferisce - cui ottemperare.
50% di ko e tabù interno
La Spal perdendo a Pontedera ha incassato la sua 10ª sconfitta stagionale: la 10ª in 20 partite disputate. Il 50% di insuccessi. Una media altissima, incredibilmente negativa. Solo Pro Piacenza (11 sconfitte) e San Marino (12) hanno perso più dei biancazzurri. Non va bene. Per niente. Così come non va bene il tabù interno: la Spal al “Mazza” ha perso ben 5 volte, e non si impone in casa dal lontano 28 settembre (2-0 alla Lucchese), giorno da cui non ha nemmeno più segnato un solo gol in occasione dei confronti interni. Ecco perchè la partita di domenica con il Savona è ricca di valenze, di significati. D’importanza, tout court. O la Spal inizia subito a togliersi dai guai, o la situazione rischia di farsi davvero molto ma molto complicata.
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