«Spal, siamo tutti responsabili»
Serie C. Il presidente Mattioli: situazione critica e inimmaginabile, ora ci serve spensieratezza
FERRARA. Il presidente spallino Walter Mattioli non ha assistito dal vivo, sabato, al “disastro” di Pontedera. Una forte forma influenzale lo ha costretto a casa. Ieri sera alle 20 il massimo dirigente biancazzurro era ancora chiaramente provato, tra febbre e colpi di tosse, ma ha accettato il colloquio ed ha esposto la sua analisi della crisi biancazzurra.
Presidente Mattioli, al termine della gara di Pontedera il d.s. Vagnati ha detto che la società è pronta a cambiare 18 giocatori, se quelli attuali non si “svegliano”. Non è uno scaricare le responsabilità?
«Al contrario. Vagnati si sente molto responsabile perchè ha portato questi giocatori, o ha dato l’ok all’arrivo. E’ arrabbiato soprattutto con i più esperti, che dovevano dare qualcosa in più dei giovani. Ma, globalmente, sia il d.s. che noi siamo insoddisfatti della squadra in generale. E’ inammissibile che una Spal perda 10 partite su 20. Detto ciò, tutti quanti siamo e ci sentiamo responsabili per la situazione venutasi a creare».
Ma si può pensare di cambiare 18 giocatori a gennaio?
«E’ un paradosso, mi sembra chiaro. E’ ovvio che non possiamo dire “tutti a casa”. Adesso dobbiamo operare con intelligenza, valutiamo tutto. Qualche nuovo ci darà sicuramente una mano. Ho seguito parzialmente, in streaming, la partita di sabato, ed è chiaramente balzata agli occhi la differenza di velocità tra noi e gli avversari».
Come contate di intervenire? Francesco Colombarini ha detto che la Spal «gioca con troppi vecchi in campo».
«Ci si aspettava di più, tutti, dagli uomini di esperienza, soprattutto in alcuni reparti».
La Spal, però, adesso non ha bisogno di giovani senza esperienza e che arrivano da club in cui facevano le riserve o non giocavano con continuità.
«Le altre squadre hanno tanti giovani e ci battono sempre...».
E’ vero, ma un conto è giocare a Pontedera, altra cosa è farlo a Ferrara. Magari serve il giusto mix esperti-giovani. E soprattutto c’è bisogno di elementi di qualità e personalità.
«Ma cosa credete, che non stiamo valutando tutto? Non guardiamo solo ai giovani, pensiamo anche a qualche giocatore di personalità in certi settori del campo, anche se non è facile: in una rosa di 23 giocatori, non possiamo acquistarne altri 5 o 6 senza qualche uscita».
Si può pensare ad eventuali partenze illustri, degli uomini di maggior esperienza, sia in difesa che a centrocampo?
«Si può pensare di tutto, nella situazione in cui siamo. Anche che non ci siano incedibili. Quest’estate abbiamo sbagliato, ora soppesiamo tutto ed il contrario di tutto, tenendo anche conto della doverosa necessità di rispettari gli equilibri budgetari. In generale, tornando alle considerazioni di prima, ritengo che la Spal abbia bisogno di una gioventù che ci dia qualcosa di diverso: spensieratezza, voglia di mettersi in mostra. E’ anche il senso delle affermazioni della proprietà, spiaciuta per una serie di sconfitte che porta pure alla disaffezione del pubblico».
Conferma l’arrivo di Margiotta?
«Sì, penso che sia fatta. E con lui, Zigoni e Nava riteniamo di aver preso tre giocatori bravi, utili alla causa».
Come inquadra presente e futuro?
«Il presente? Non avrei mai pensato che ci trovassimo alla prima di ritorno a dover discutere di queste cose. La situazione è molto critica. Ma si lavora, duramente e in silenzio. Il futuro? Si pensi alla salvezza, e magari a qualcosina in più».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
