Mobyt con Hasbrouck, il re Magio che rende tutto facile
Riservato e di talento, l’americano è il capocannoniere del campionato
FERRARA. Quando i bambini fanno ooh...
È la meraviglia che diventa emozione. Ammirazione. Kenny Hasbrouck ormai è il re Magio della Mobyt, l’uomo che trasforma il basket in una forma d’arte. Una domenica, anni ’50, i tifosi del Milan applaudirono il loro campionissimo Nils Liedholm perché dopo due anni aveva “finalmente” sbagliato un passaggio. Domenica, a Scafati, i fansi locali hanno acclamato Hasbrouck perché nell’ultimo minuto di gara ha sbagliato un tiro. Aveva un 13/13 dal campo. Senza forzare. Canestri estratti con naturale scioltezza dal bagaglio tecnico. A Latina ben 32 sul referto, sette giorni dopo in Campania eccone 40. E lui, Kenny, a guardarti sornione: “ehi, ragazzi... L’avevo detto che sono venuto per rilanciarmi e aiutare Ferrara”.
Kennyhaz (questo l’account twitter) è uomo riservato, tranquillo. Niente stravaganze. Ama la pasta, nelle trasferte lunghe se la porta da casa e la fa scaldare. Vive in città con la moglie Natasha ed i due schnauzer nani Saint e Skyler. Scrupoloso. Gran professionista: non lascia nulla al caso. I dettagli sono fondamentali. La schiena ad inizio stagione lo faceva soffrire, ora ha trovato un rimedio agli scricchiolii: prima di ogni match ecco stretching e riscaldamento accurati. Quando viaggia in pullman emula Harold Jamison, un altro che con la schiena litigava spesso. Kenny prende un cuscino, un piumone e si sdraia nel corridoio del pullman. E ci rimane ore ed ore. Una resistenza zen. A Scafati - per l’infinito viaggio d’andata - non s’è schiodato da terra. Nei percorsi più brevi, invece, ci scappa qualche partita a carte. Giochi americani, spiegati con pazienza ai compagni. Poi si va in campo e Kenny - il riservato - mostra quanto invece è “dentro” l’universo Mobyt. Perché “Has” è giocatore a tutto tondo, come raramente s’è visto a Ferrara. Giusto Allan Ray, per intenderci. Il “41” biancazzurro è un bomber, certo. L’uomo dell’ultimo tiro, chiaro. L’Usa che ti deve trascinare in fase offensiva, evidente. Però Hasbrouck ci mette assist (3 a Scafati) e palle recuperate (4 l’altro giorno). Non solo: Kenny è il mastino che ferma - sempre - l’attaccante avversario più temibile e pericoloso. Contro Legnano, nella giornata peggiore al tiro, Hasbrouck ha dato un contributo fondamentale in retroguardia annullando Merchant. Mica da tutti avere un cannoniere che te la fa vincere difendendo. Sì, atipico. No mangiapalloni. Lui sorride e ribadisce: «Stiamo prendendo sicurezza nei nostri mezzi. Il collettivo è la chiave per vincere: passandoci la palla, giocando insieme, tutti quanti abbiamo qualcosa da dare». Se poi lui ne fa 40, i bambini fanno ooh...
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