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Spal, ciò che conta è la vittoria

di Paolo Negri
Spal, ciò che conta è la vittoria

Serie C. Battuto il Savona nello scontro-salvezza. Dopo sei gare infranto il tabù interno

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FERRARA. Se contava “solo” vincere, allora la Spal ha centrato l’obiettivo. Anzi, li ha proprio colti tutti: successo, ritorno al gol, rinnovato appuntamento interno con la rete e con la vittoria (dopo sei gare di astinenza: l’ultima affermazione e gli ultimi gol erano datati 28 settembre, 2-0 alla Lucchese), tre punti centrati dopo uno score estremamente negativo di 1 vittoria, 1 pareggio e 6 sconfitte nei precedenti 8 match. Ancora: a segno entrambe le punte.

Ottimo saldo e +3 sui play out

Immediati i benefìci per la classifica: portati a 3 i punti di vantaggio sulla Lucchese quint’ultima (e dunque sui play out), superate Savona, Forlì e Grosseto, agganciate Pistoiese e Tuttocuoio, messa nel mirino la Carrarese (che ha una sola lunghezza di vantaggio). La giornata, insomma, non si sarebbe potuta rivelare migliore sotto il profilo contabile. Una bella boccata d’ossigeno, una flebo di fiducia, un buon viatico in vista della trasferta di sabato a Santarcangelo. Se il confronto di ieri era difficile soprattutto per il peso psicologico che poteva rivestire se non lo si fosse sbloccato (con il conseguente rischio di mugugni assortiti da parte del pubblico e l’acuirsi dello stato di disagio della squadra), la Spal può ben dire di essersi tolta un fardello. Oggi i biancazzurri possono sentirsi un po’ più leggeri. Poi, su tutto il resto, c’è ancora moltissimo da lavorare, ma lo si potrà fare con minor allarme.

Difficoltà e meriti

La vittoria di ieri contro il Savona va considerata del tutto logica, giusta. Netta. Indiscutibile. Di una miseria indicibile, i liguri. Ciò non inficia i meriti spallini, ed al contempo induce a sottolineare i progressi che andranno necessariamente compiuti se non si vorrà flirtare con la zona-pericolo.

Spal in campo con l’annunciato 5-3-2, non con tutti i neo-acquisti. Nava e Zigoni dal primo minuto dopo il debutto in corsa a Pontedera, Gerbaudo - arrivato in settimana - subito dentro. In panchina è rimasto Cottafava, non al meglio. Anche senza di lui, difesa rivoluzionata e non solo per l’assetto “a cinque”. Fuori Giani, rientro di Aldrovandi, Silvestri sul centro-sinistra. Gara a lungo inguardabile e taccuino vergine. Un mezzo brivido a difesa schierata, su punizione dalla trequarti. Squadra lenta, molle, imprecisa, senza ritmo e cambio di passo, priva di qualità. Nessuno a fare movimento, a dettare il passaggio, a dare un’opzione al compagno. Poi, un po’ alla volta, la Spal è cresciuta. Presa per mano dalla lucidità di Togni e dagli strappi offensivi di un Fioretti in palla e agevolato dalla presenza di un’altra punta al suo fianco. Al 18’ il centravanti ruba palla a Marconi, entra in area a destra e tira a lato. Al 29’ raccoglie una punizione di Togni (fallo su Gentile) e di testa manda la sfera a timbrare la traversa. Al 34’ ancora lui fa un gran lavoro poi dal centro-destra serve in area per l’accorrente Gerbaudo che di sinistro calcia alto. Gli sforzi biancazzurri e la totale povertà ospite fanno considerare meritatissimo il vantaggio, magari inatteso per dinamica: al 42’ Zigoni vede il proprio tiro rimpallato da Ficagna, il pallone resta lì e l’attaccante gli dà una spunternata che sorprende Addario sul primo palo: il portiere tocca la “redonda” che lemme lemme s’infila in rete. Una liberazione.

Sigillo e tranquillità

L’avvio di ripresa non è molto confortante per piglio, tanto che mister Semplici si sbraccia per incitare i suoi ad avanzare il baricentro. Messaggio recepito e gara al sicuro già al 9’: Togni sventaglia a destra per Lazzari, sombrero e ghirigori, palla di nuovo al regista che serve Fioretti il quale dal limite saetta il sinistro battendo Addario. Da lì nessuna emozione ma Spal in agevole controllo e vicina al tris al 31’ quando Gentile mette in mezzo per la conclusione a colpo sicuro di Silvestri che s’infrange sulla reazione d’istinto del portiere. Sipario. Da rivedere i nuovi. Intanto si porta a casa una vittoria che fa bene.

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