Argentana, l’ira di Bruschi «I giocatori non ascoltano»
ARGENTA. Si può perdere 4-1 e meritare il pareggio? A conti fatti, difficile, ma qualcosa di molto simile è successo domenica pomeriggio all'Argentana ad Alfonsine. Sotto di due reti per merito di...
ARGENTA. Si può perdere 4-1 e meritare il pareggio? A conti fatti, difficile, ma qualcosa di molto simile è successo domenica pomeriggio all'Argentana ad Alfonsine. Sotto di due reti per merito di due splendidi calci di punizione di Innocenti, i granata hanno saputo reagire nel secondo tempo, mettendo in grossa difficoltà la prima della classe. Già nella prima frazione, i padroni di casa non avevano brillato, accontentandosi del mancino fatato del loro capitano sui calci piazzati. Quando poi Ugolini ha accorciato le distanze, l'Alfonsine ha tirato i remi in barca e per una ventina di minuti l'Argentana avrebbe meritato il pari. Nel forcing finale, la formazione di mister Simeoni si è inevitabilmente esposta al contropiede, sfruttato al meglio, a cavallo del novantesimo, prima da Salomone, poi da Carioli. Il pareggio, quindi, non avrebbe fatto gridare allo scandalo nessuno, ma purtroppo i fatti raccontano di una sconfitta pesante. Al termine dell'incontro, il presidente Bruschi che, causa squalifica del proprio allenatore, ha seguito la partita dalla panchina vicino al vice Ferretti, non ha nascosto il suo disappunto: «I giocatori non hanno ascoltato ciò che gli era stato detto in settimana. Le uniche vere armi dell'Alfonsine sono Salomone, bravo a liberarsi al limite dell'area per procurarsi delle punizioni, e Innocenti, che con quel sinistro la mette dove vuole. Dopo mezz'ora, avevamo già subito tre punizioni dal limite. Non è accettabile».
Con il patron Bruschi, si è parlato anche di mercato. L'attaccante Cammarata, in prova la scorsa settimana, non ha convinto ed è stato rispedito al mittente, mentre Grazhdani è in Ungheria e sul suo conto si attendono sviluppi: «A questo punto, si fa con quello che si ha - chiosa Bruschi -, perché è inutile ingaggiare giocatori simili a quelli che abbiamo già in rosa. Se avessimo trovato qualcuno per consentirci di fare il salto di qualità, sarebbe stato un discorso, diversamente preferisco far giocare i nostri giovani».
Daniele Carnaroli
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